Erbezzo, la prova speciale sul tetto di Verona - Luoghi di Rally

Andiamo a rivivere uno dei tanti luoghi che hanno scritto la storia dei rally

Non scopriamo di certo noi il fascino dell’Italia e dei suoi panorami. Quello che vogliamo da questa nuova rubrica “Luoghi di Rally” è farvi scoprire (o riscoprire) luoghi all’apparenza non troppo famosi ma che per i rally hanno un significato importante. Posti, vicoli, curve e passaggi in cui si sono scritte pagine importanti e in cui ancora oggi (talvolta) si corre e dove ogni giorno si continua a respirare rallismo, storia e passione.

Questa sera parleremo di Erbezzo, pregevole paesino situato nelle bucoliche campagne scaligere e teatro di battaglia del prestigioso Rally Due Valli.

Erbezzo: la storia

Erbezzo (Erbézo /er’bezo/ in dialetto veneto) è un comune italiano di 717 abitanti della provincia di Verona, in Veneto.

Così lo presenta Wikipedia:

Erbezzo è un comune posto alla testata della Valpantena, sulla dorsale a cavallo tra il vajo dell’Anguilla e quello dei Falconi. Collocandosi a 1.118 metri d’altitudine è il più alto comune della provincia di Verona. Confina con la provincia di Trento (comune di Ala) a nord (24 km), ad ovest con Sant’Anna d’Alfaedo (12 km), ad est con Bosco Chiesanuova (12 km) ed a sud con Grezzana (21 km). Erbezzo dista 31 chilometri da Verona ed è il più occidentale degli antichi Tredici Comuni. Il suo territorio è quasi totalmente inserito nel Parco Naturale Regionale della Lessinia e si sviluppa tra i 700 ed i 1.765 metri di Castelberto, che gode di una splendida vista sulla Val d’Adige. È collegato al Trentino-Alto Adige (comune di Ala) tramite il Passo delle Fittanze della Sega, valico alpino a 1399 m s.l.m., distante circa 7,5 km. Erbezzo è antico comune cimbro, infatti in epoca longobarda vi operavano i monaci della potente abbazia di San Colombano di Bobbio, che aveva già il possesso dei beni del priorato di Bardolino e di zone della Valpolicella. Il borgo è citato con i toponimi di Arbassium e Adarbassio fra i possedimenti della Carta di Wala, redatta nell’834 dall’abate di Bobbio Wala, cugino di Carlo Magno, ed in documenti successivi che confermano i possedimenti del monastro di Bobbio nei diplomi imperiali di Berengario I dell’888, nel diploma di Guido II di Spoleto dell’893, nel diploma di Lamberto II di Spoleto dell’896 e nuovamente nel diploma di Berengario I del 2 settembre del 903; la cella monastica era divisa fra quattro livellari, era inserita la domus coltilis di Frascineta e vi era presente un mulino; il fondo agricolo rendeva al monastero di Bobbio annualmente 53 moggia di vino, ventun denari, otto polli ed uova. Fu popolato nel XIII secolo. Con un accordo del 1287 il vescovo di Verona, Bartolomeo della Scala, chiamò dalla vicina Baviera dei coloni boscaioli tzimberer per disboscare le zone montane della Lessinia veronese di sua proprietà. Offrì loro la possibilità di costruirsi un dimora fissa sull’impegno di disboscare una parte assegnata di territorio. Questi tzimberer costituirono poi delle comunità più ampie, dette contrade, che diedero poi luogo alla formazioni di 13 comuni diversi sparsi nel territorio. Questi comuni godettero di particolari privilegi tanto nel XIV secolo sotto la signoria scaligera quanto successivamente sotto Venezia. L’etimo deriva sembra da un deverbale di “erbezare”, cioè “verdeggiare come erba”. Nel comune sono presenti cinque fra gli alberi monumentali censiti dal Corpo Forestale dello Stato, uno dei quali sulla strada per Arnezzo ed un secondo in località Bùsimo. Sono un acero di monte (Acer pseudoplatanus) e quattro faggi (Fagus sylvatica) ultracentenari resti delle antiche faggete della Lessinia, che un tempo ricoprivano ampie superfici e che permisero ai Cimbri di insediarsi stabilmente in queste terre. Hanno una altezza compresa tra 20 e 30 metri.

Erbezzo nei rally

Il Rally Due Valli nasce nel lontano 1972, anno in cui l’Automobile Club Verona decise di regalare ai veronesi un evento motoristico allocato nei suoi punti più strategici. A bagnare l’Albo d’Oro fu Fulvio Bacchelli a bordo di una Porsche 911S, precedendo su omonima vettura Leo Pittoni e Giacomo Pelganta su Lancia Fulvia HF.

Da lì in poi la kermesse veneta si conferma un punto fermo del rallismo italiano, con le proprie prove speciali allestite sulle alture limitrofe al capoluogo. Le stradine di montagna piacciono molto agli equipaggi e non sfuggono di certo alla Federazione, che non tarda troppo a inserirle nel calendario del Campionato Italiano. La storia del rally è dunque proseguita a gonfie vele di anno in anno, ospitando nomi altisonanti della disciplina nazionale e internazionale: Tony Fassina, Adartico Vudafieri, Lucky Battistolli, Andrea Aghini, Miki Biasion, Andrea Zanussi, Franco Cunico, Giandomenico Basso, Luca Rossetti e Paolo Andreucci. Ad essi si aggiungono quindi i tanti drivers locali assetati di gloria: Vanni Pasquali, Pietro Zumerle, Emanuele Arbetti, Daniele Fiocco, Luca Hoelbling e Umberto Scandola (nativo proprio di Erbezzo e divenuto campione italiano).

Il paesino di Erbezzo è un’apprezzata parte integrante della gara, vero e proprio teatro di battaglie corse sul filo dei secondi nelle sue diverse versioni. Di seguito la cartina dettagliata della stage nella stagione 2014. I concorrenti furono chiamati a percorrerla per due volte, prima di rientrare a Verona nella maestosa Piazza Bra per la Cerimonia d’Arrivo ove si consumarono i festeggiamenti per il titolo tricolore conseguito sul campo da Paolo Andreucci e Anna Andreussi con la Peugeot 208 T16 R5.

Proponiamo dunque il Camera Car della prova speciale: alla guida Giacomo Scattolon supportato alle note da Fabio Grimaldi. Le immagini mostrano quanto sia selettivo e impegnativo questo tratto conometrato, con la loro Peugeot 208 R2B che danza nei continui cambi di ritmo accompagnati dai frequenti ed insidiosi tagli. Inutile invece sottolineare la bellezza del paesaggio limitrofo.

Nel 2019 invece (ovvero nella stagione scorsa) la prova speciale di Erbezzo, ripetuta per due volte, ha aperto le ostilità del rally scaligero. Questa volta il senso di marcia è stato l’opposto rispetto al 2014,come emerge dalla cartina, ma lo spettacolo è rimasto intatto come testimonia una foltissima presenza di pubblica assiepata a bordo strada pronta ad incitare i concorrenti.

 

La prova speciale di Erbezzo raccontata da chi l’ha affrontata

Abbiamo chiesto ad Andrea Crugnola, recente vincitore del Rally Due Valli con la Volkswagen Polo Gti R5, cosa voglia dire percorrere quel tratto cronometrato così tecnico e ricco di insidie.

La prova speciale di Erbezzo è senza ombra di dubbio la più bella del rally Due valli. In una sola stage troviamo di tutto: lento, veloce, largo, stretto, tratti molto tecnici e guidati dove bisogna avere un bel ritmo e tratti dove invece bisogna essere bravissimi a far scorrere la macchina. Senza dimenticare i numerosi cambi di grip che a volte possono riservare delle sorprese. La prima parte della prova speciale è abbastanza guidata, con la carreggiata stretta che presenta molte curve lunghe e che talvolta chiudono. Lì è fondamentale andare sul gas nel momento giusto per non soffrire di sottosterzo. Si inizia dunque a salire e la strada inizia ad essere mediamente più veloce, fino ad un bivio secco a destra: da qui è come se iniziasse un’altra prova. La carreggiata diventa molto più larga (a due corsie) e obbligatoriamente si alza ulteriormente il ritmo. In questo tratto è necessario usare la marcia giusta per portarsi con più velocità possibile fuori dalla curva.
Si giunge poi ad un bivio a sinistra dove ha inizio un tratto che a me piace moltissimo: la strada è sempre in salita ma è estremamente veloce, con curve secche e corte. Si sale fino al Passo Fittanze, un punto imperdibile per gli appassionati dove il tifo si fa sentire (incredibile e suggestiva la vista durante le ricognizioni). Si svolta a destra e la strada torna ad essere stretta e guidata, oltre ad esserci un importante cambio di aderenza: l’asfalto diventa molto più abrasivo ma, essendo vecchio, invece che avere più grip se ne ha di meno. Il rischio è di consumare e di mandare fuori temperatura la gomma se si è troppo aggressivi. Si sale ancora per un paio di chilometri fino a quando non si arriva ad un altro bivio a destra: inizia la discesa velocissima. In questo ultimo tratto il ritmo viene spezzato da alcuni chilometri più guidati, caratterizzati da alcuni tagli. Il segreto della prova di Erbezzo è quello di cercare di essere il più costanti e scorrevoli possibili senza dimenticarsi di interpretare bene i cambi ritmo.

Erbezzo oggi

L’economia di Erbezzo si basa principalmente sull’alpeggio, con i derivati del latte di montagna come burro e il formaggio Monte Veronese DOP a ricoprire un ruolo fondamentale. Redditizio anche il turismo, sia in estate grazie al richiamo degli sport montani sia in inverno per via della possibilità di usufruire delle piste sciistiche di Passo delle Fittanze.

Molto rinomate sono anche le feste paesane, occasione di ritrovo e di esposizione dei prodotti locali. La Festa Nazionale della Fisarmonica (ultimo weekend di giugno) e l’Antica Fiera del Bestiame (secondo sabato di settembre con la centesima edizione festeggiata nel 2007) sono eventi molto sentiti, così come la Festa del Formaggio Monte Veronese (ultima settimana di maggio in cui si premia il Mastro Casar) e la Festa degli gnocchi dei malgari (prima domenica di agosto ove si celebra l’antica ricetta). Niente male insomma per un piccolo comune di appena 717 abitanti.

E ora vi proponiamo alcuni passaggi della p.s. di Erbezzo, sperando di farvi scorrere in corpo tutta l’adrenalina che comporta questo luogo meraviglioso.

Se hai qualche immagine, video o aneddoto legato a Erbezzo segnalacelo nei commenti o sui social e saremo felici di integrare questo articolo!

 

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