Craig Breen: "Sanremo grande occasione in vista della Croazia. Ibrido? Conta che i rally vadano avanti"

Intervista prima del Sanremo e della Croazia con il forte driver di Hyundai Motorsport

Di nuovo ai nostri microfoni Craig Breen alla vigilia del Rally di Sanremo 2021 che si terrà il prossimo weekend. Non è la prima volta che portiamo il forte driver irlandese ai nostri microfoni e troviamo il solito ragazzo gentile ed appassionato, sempre disponibile e generoso nel rispondere alle nostre curiosità.

Per la prima volta Craig ci ha parlato in un buonissimo italiano, simbolo di un legame sempre più forte ed intenso con il Belpaese.

Gli abbiamo chiesto un po’ di tutto: dall’imminente Sanremo, alla Croazia, passando per l’inevitabile commento sui nuovi regolamenti che porteranno il WRC verso un futuro sempre più elettrico. Ecco cosa ci ha raccontato.

Torni a Sanremo dove hai vinto nel 2019 e che hai sempre considerato una delle tue gare preferite per la sua storia. Qual è l’obiettivo per questa partecipazione? Cosa ti aspetti da questa edizione 2021?

Sì, il Rally di Sanremo è una gara che mi è sempre piaciuta tanto. Tanta storia e bellissime prove, anche se un po’ cambiata rispetto al 2019 quando abbiamo vinto. Per noi rappresenta una bella opportunità per preparare il prossimo appuntamento del campionato del mondo in Croazia. Vogliamo sicuramente arrivare alla fine e, perché no, provare a vincerla ancora se si presenta l’occasione.

Prenderai parte a tutto il CIR?

Non lo so per adesso, spero di poter fare più gare possibili ovviamente. Mi piace un sacco il campionato italiano, tutte le gare. Il livello è veramente alto ed ha probabilmente le gare più belle su asfalto, anche quelle su terra anche se non le ho mai fatte. Fare tutto il campionato per me sarebbe veramente un grande piacere e spero proprio sia possibile.

Come vedi il futuro dell’ERC? Hai corso quando c’erano ancora case ufficiali impegnate e hai corso l’anno scorso. Diventerà un campionato per soli privati? Come si potrebbe invertire il trend?

Sicuramente è molto cambiato in questi ultimi anni. Mi ricordo che dieci anni fa era tutto diverso, con tante macchine ufficiali e piloti di rango. In questo periodo il profilo del campionato è cambiato, basato molto di più sui team privati ma sempre con un alto livello e tante belle gare. Mi è sempre piaciuto tanto correrci.

Secondo me la strada giusta per questo campionato è quello di lasciarlo ai team privati ed i costruttori nel WRC. In questo modo qualche pilota privato può vincere un campionato di grande pregio.

Come vedi l’introduzione dell’ibrido a livello di guida: questi cavalli in più come e quando li usi in maniera efficace? L’eliminazione del differenziale centrale elettronico quanto influirà sulla guida?

In questi ultimi anni il nostro sport è cambiato e nei prossimi cambierà ancora coi nuovi regolamenti ed il passaggio all’ibrido per le macchine del WRC. Ovviamente mi sono piaciute tanto le macchine del passato, il loro rumore e tutto il resto. Mi rendo conto che può sembrare strano il passaggio all’elettrico ma è così. Siamo nel 2021, non ci saranno più macchine come vent’anni fa. La cosa più importante è che il nostro sport continui, non c’è altra scelta. Dobbiamo adeguarci a questi nuovi regolamenti ed andare avanti.

Molti piloti iniziano con il kart e poi, complice il budget proibitivo di quello sport, passano al rally. Cosa ti insegna a livello di guida? So che Basso dice che per esempio con il kart si tenderebbe ad abituarsi ad delle staccate troppo dentro la curva. Lo consigli come allenamento ai rallysti?

Mi piace tanto girare coi kart e, secondo me, è il miglior allenamento che ci sia per un pilota di rally. Un giorno con il kart vale tre giorni dentro una palestra, secondo me. Serve per imparare le linee, migliorare la pulizia nella guida. Ovviamente su asfalto, su terra è tutta un’altra storia. Cerco sempre di fare qualche giornata su kart prima delle gare su asfalto, anche per divertimento ovviamente.

Per me il kart è il tipo di motorsport più puro, per questo mi piace tantissimo. Può sembrare un modo strano per arrivare ai rally ma, dopo dieci anni tra campionato europeo e campionato del mondo kart, posso sicuramente dire che serve tanto.

A fine mese ti aspetta la Croazia. Quanto è importante partecipare al Sanremo in preparazione di una gara con caratteristiche simili seppur con macchine molto diverse?

Sarà sicuramente utile in vista della gara in Croazia. A Sanremo troveremo una gara adatta soprattutto per imparare il ritmo su asfalto che per noi è molto importante. Ogni giorno in macchina, non mi importa che tipo di macchina, è un buon giorno per imparare qualcosa di nuovo.

In bocca al lupo Craig, felici di averti nuovamente sulle strade italiane!

Ps. ne è passato di tempo da questo saluto pre Rally di Sanremo!

 

Photographer Credit: Jaanus Ree / Red Bull Content Pool

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