Rally del Cile a rischio: sospeso il contratto con Horta Producciones
Il Rally del Cile rischia seriamente di sparire dal calendario del Campionato del Mondo Rally FIA (WRC) per la stagione 2025, dopo la sospensione di un contratto fondamentale per la sua organizzazione. Secondo quanto riportato dall’emittente locale Radio Bio-Bio, l’autoritĂ di revisione regionale del BiobĂo ha infatti disposto lo stop a un accordo diretto tra l’agenzia turistica Sernatur e la societĂ organizzatrice Horta Producciones, guidata da Felipe Horta.
Si tratta di uno stop di grande peso, perché il Rally del Cile è uno degli eventi più giovani del mondiale WRC, ma anche uno di quelli più attesi dagli appassionati di fondo sudamericano. La gara era tornata in calendario nel 2019, segnando un’importante espansione del campionato in Sudamerica insieme all’iconico Rally Argentina. Dopo la pausa forzata a causa della pandemia, il ritorno in pianta stabile del Cile nel 2023 era stato accolto con grande entusiasmo da team e piloti grazie ai suoi spettacolari sterrati attorno a Concepción.
In base alla sentenza, l’accordo tra Sernatur e Horta Producciones – del valore di circa 8,5 miliardi di pesos cileni (pari a 7,7 milioni di euro) – è stato ritenuto non valido, poiché non è stata indetta alcuna gara pubblica per l’assegnazione dell’appalto. Inoltre, l’autorità di controllo ha contestato la mancanza di trasparenza sulle modalità di pagamento e sulla tempistica, sottolineando come i fondi siano stati trasferiti da parte del governo regionale prima dell’approvazione formale.
La situazione è delicata perché sono già stati effettuati pagamenti alla FIA per garantire la validità delle edizioni 2025 e 2026. Ma senza un accordo chiaro e conforme alle normative, l’organizzazione locale rischia ora di non avere più i fondi per coprire i costi di logistica, sicurezza e diritti commerciali.
Il governatore regionale del BiobĂo, Sergio Giacaman, ha definito questa eventualitĂ come «una vera disgrazia per il motorsport nella nostra regione», spiegando a Radio San CristĂłbal che si sta cercando una soluzione:
“La ContralorĂa ha chiesto modifiche all’accordo e stiamo lavorando per sottoporlo di nuovo ad approvazione. Si tratta di questioni gestibili”.
Giacaman ha ribadito come il Rally del Cile abbia un enorme impatto economico sul territorio, con ritorni turistici che interessano migliaia di spettatori e appassionati provenienti dall’intera America Latina. «Ci stiamo muovendo per salvare la tappa cilena del Mondiale Rally. Sarebbe un colpo durissimo a livello di immagine internazionale», ha concluso.
Se non dovesse arrivare un’intesa rapida tra governo regionale, Sernatur e Horta Producciones, la FIA potrebbe trovarsi costretta a rimodulare il calendario 2025, eventualmente cercando una tappa sostitutiva in Sudamerica o redistribuendo le date. Un rischio che piloti, team e tifosi sperano di non dover affrontare.