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Ogier mastica amaro: “Abbiamo fatto il nostro lavoro, ma senza ricompensa”

Finale amaro per il francese che ha visto sfumare la vittoria sul finale

Il Rally del Portogallo di Sébastien Ogier e Vincent Landais si è trasformato in una beffa proprio quando il più sembrava fatto. A due prove dalla fine, l’equipaggio Toyota era saldamente al comando con 17.3 secondi di vantaggio su Thierry Neuville. Poi, sulla penultima speciale, è arrivata la foratura che ha cambiato tutto: circa due minuti persi e una vittoria sfumata in un attimo.

Ogier ha chiuso il rally al sesto posto, portando comunque a casa nove punti complessivi, compreso un punto nella Power Stage, ma il risultato finale non racconta davvero quanto mostrato durante il fine settimana portoghese.

“Questo è lo sport, e a volte ti colpisce così. Non c’è molto che avremmo potuto fare diversamente, quindi possiamo tenere la testa alta, provare a dimenticare e andare in Giappone con l’obiettivo di vincere. È l’unica cosa da fare”.

Il francese ha sottolineato come, insieme a Landais, il lavoro svolto sia stato di alto livello, soprattutto considerando le condizioni estremamente complicate incontrate lungo tutto il rally.

“È stata una settimana lunga, con condizioni molto difficili. Credo che con Vincent possiamo essere molto soddisfatti del lavoro fatto, anche se questa volta non è arrivata la ricompensa”.

L’inizio del rally non era stato semplice per Ogier, alle prese con un assetto della Toyota non ancora perfetto. Alcune modifiche agli ammortizzatori hanno però cambiato il feeling con la vettura, permettendogli di salire progressivamente di ritmo e prendere il comando dopo l’uscita di Adrien Fourmaux sulla SS8.

Da lì in avanti, Ogier aveva gestito con esperienza la pressione di Oliver Solberg nella giornata di sabato, aumentando anche il livello di rischio nei tratti più difficili per costruire un margine importante. La velocità, secondo il campione francese, c’era tutta.

“Abbiamo dimostrato di avere quello che serviva per rispondere quando era necessario, e la velocità per vincere il rally. Ma questo è il motorsport, e oggi la fortuna non era dalla nostra parte”.

Ogier ha raccontato anche alcuni segnali negativi già comparsi prima della foratura decisiva, come pioggia e nebbia arrivate nel momento peggiore durante una delle prove lunghe. Nonostante questo, il controllo della gara era rimasto nelle sue mani.

Sulla causa della foratura, il francese ha escluso un errore evidente. Secondo Ogier, il problema è arrivato in un tratto stretto, dove tutti erano costretti a seguire la stessa traiettoria.

“Non è stato nulla di speciale. Era una sezione stretta, con una sola linea possibile. Segui gli altri, senti qualche piccolo colpo e pensi che sia tutto a posto. Poi guardi il sensore e capisci che purtroppo non lo è. A quel punto è finita”.

Una sconfitta pesante, perché arrivata dopo una gara costruita con pazienza, velocità e lucidità. Ma anche una di quelle giornate che ricordano, nel modo più crudele possibile, quanto il rally sappia cambiare faccia in pochi chilometri. Ogier lascia il Portogallo con un grande rimpianto, ma anche con la certezza di aver avuto il passo per vincere.

Foto: Barsali / Fonseca
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