33° Rally Adriatico: gli iscritti e tutto quello che c’è da sapere sull’edizione 2026
Il CIRT fa tappa a Cingoli per un weekend tutto da seguire
Il Campionato Italiano Rally Terra arriva al giro di boa stagionale e lo fa su uno dei palcoscenici più riconoscibili della specialità: il Rally Adriatico. La 33ª edizione della gara organizzata da PRS Group è in programma sabato 23 e domenica 24 maggio, con base ancora una volta a Cingoli, il celebre “Balcone delle Marche”.
Una collocazione ormai storica per una gara che negli anni ha saputo costruire un legame fortissimo con il territorio e con il movimento rallistico italiano. Anche nel 2026 il Rally Adriatico si presenta con un percorso compatto, tecnico e pensato per valorizzare al massimo le sfide su terra, senza disperdere energie e chilometri inutili. Pochi fronzoli, tanta sostanza. Come piace a chi corre davvero.
Due validità tricolori e 70 equipaggi al via
Il Rally Adriatico avrà una doppia validità tricolore: sarà infatti prova del Campionato Italiano Rally Terra per le vetture moderne e del campionato riservato alle auto storiche, che correranno sotto la denominazione di 6° Rally Storico del Medio Adriatico.
A queste validità si aggiungono anche quella per la Coppa Rally di 6ª Zona, oltre ai trofei Michelin e Pirelli Accademia. Il tutto con un elenco iscritti importante: saranno 70 gli equipaggi al via, con una presenza straniera significativa e con buona parte dei protagonisti della terra italiana pronti a giocarsi punti pesanti.
L’unico grande assente tra i nomi di vertice sarà il finlandese Benjamin Korhola, terzo nella classifica provvisoria del CIRT, impegnato nel Campionato Europeo in Svezia. Per il resto, la sfida marchigiana promette di essere molto calda. E su sterrato, quando la classifica è corta, basta una curva presa male per trasformare un weekend da podio in un “ne riparliamo alla prossima”.
Bulacia arriva da leader, ma gli inseguitori non stanno a guardare
In testa al Campionato Italiano Rally Terra si presenta Marco Bulacia, al volante della Skoda. Il boliviano guida la classifica con 26 punti, frutto di un avvio di stagione molto solido tra Foligno e Val d’Orcia. A fare la differenza, per lui, sono state anche le Power Stage, dove ha saputo raccogliere punti bonus preziosi.
Bulacia, sudamericano di nascita ma con un rapporto speciale con l’Italia, dove ha iniziato a muovere i primi passi nel mondo dei rally quando era ancora minorenne, precede di otto lunghezze il francese Louis Constant, anche lui su Skoda. Dopo un sesto posto a Foligno, Constant si è rilanciato con forza in Val d’Orcia, chiudendo secondo assoluto.
L’assenza di Korhola apre però scenari interessanti alle sue spalle. Il fiorentino Tommaso Ciuffi, appaiato al finlandese in classifica, avrà l’occasione di prendere margine. Dopo la doppia foratura che lo aveva rallentato a Foligno, Ciuffi ha risposto con una vittoria in Val d’Orcia e arriva nelle Marche con motivazioni evidenti.
Stesso punteggio anche per Alberto Battistolli, altro nome pesante della pattuglia Skoda. Il vicentino, figlio d’arte, aveva raccolto dieci punti a Foligno ma non è riuscito a incrementare il bottino nel secondo round senese, chiuso con un ritiro. Per lui Cingoli rappresenta una chance importante per rimettersi subito nella parte alta della classifica.
Scandola, Andreucci, Tiramani e Fontana: tanti nomi per il vertice
Tra i protagonisti più attesi c’è anche Mattia Scandola, quinto in campionato e in costante crescita. Il punto conquistato nella Power Stage del Rally Val d’Orcia ha confermato un passo interessante, che a Cingoli potrebbe trovare ulteriore continuità.
A quota dieci punti ci sono anche Paolo Andreucci e Christian Tiramani. Il primo non ha bisogno di troppe presentazioni: quattordici titoli italiani, sessant’anni superati e una competitività ancora intatta, dimostrata dal terzo posto assoluto in Val d’Orcia. Il secondo resta invece al comando della Coppa di Zona 6 nonostante il ritiro a Modena.
Occhi puntati anche su Matteo Fontana, campione del mondo in carica WRC-3. Il comasco, classe 2004, tornerà in gara con la Toyota GR Yaris Rally2 dopo l’assenza nel secondo appuntamento stagionale. Ha terreno da recuperare e, proprio per questo, potrebbe essere uno dei nomi più interessanti del weekend.
Il quadro dei possibili protagonisti si completa con altri piloti capaci di inserirsi nella lotta di vertice: i veneti Marchioro e Costenaro, il riminese Angelo “Pucci” Grossi, il versiliese Emanuele Dati e, per la Coppa Rally di Zona, il reggiano Roberto Vellani, pronto a sfruttare il coefficiente maggiorato della gara.
A questo link l’elenco iscritti completo
Due ruote motrici: Cazzaro guida, ma la bagarre è apertissima
Molto interessante anche la sfida tra le due ruote motrici. La classifica è guidata dal vicentino Nicola Cazzaro, su Lancia Ypsilon Rally4, con 26 punti. Alle sue spalle c’è l’urbinate Alessandro Lani, che con la Peugeot 208 R2B è riuscito a inserirsi nelle zone nobili della graduatoria nonostante un mezzo meno potente.
Per Lani, quello di Cingoli sarà quasi un appuntamento di casa. Un dettaglio da non sottovalutare, perché conoscere ritmo, fondo e caratteristiche del territorio può fare la differenza, soprattutto in una gara così concentrata.
Assente invece Marco Zanin, terzo in classifica a un solo punto da Lani. Questo potrebbe favorire chi insegue, a partire da Davide Pesavento, bronzo nel Campionato Italiano due ruote motrici 2025, fino a Mattia Ricciu, Giorgio Cogni e Marchioro. Anche qui, insomma, la domenica marchigiana non promette esattamente una passeggiata panoramica.
Storiche: Pelliccioni riparte da favorito
Il Rally Adriatico sarà anche il secondo appuntamento tricolore per le vetture storiche, dopo l’apertura in Val d’Orcia. A presentarsi da riferimento sarà il sammarinese Bruno Pelliccioni, navigato da Lorenzo Ercolani su Ford Escort RS MKII, reduce da una vittoria netta e autorevole.
Alle sue spalle ci sarà l’equipaggio reggiano formato da Andrea Tonelli e Roberto Debbi, anche loro su Ford Escort. Da seguire anche Sergio Bartolini, navigato da Massimo Sansone, terzo assoluto e terzo di III Raggruppamento e tra le due ruote motrici al primo round stagionale.
Attenzione poi a Bruno Bentivogli, navigato da Andrea Cecchi sulla Sierra Cosworth 4×4 preparata da Terrosi. In Val d’Orcia non era mancata qualche difficoltà tecnica, ma il pilota resta una garanzia quando il fondo si fa complicato e la gara richiede esperienza.
Non sarà al via Ludovico Fassitelli con la BMW M3, mentre proverà a rilanciarsi Nicolò Fedolfi, affiancato da Luigi Pirollo sulla Lancia Delta Integrale 16V. Presente anche Marco Superti, con Battista Brunetti su Porsche 911 Carrera RS, alla seconda esperienza su terra dopo il successo nel II Raggruppamento a Radicofani.
Un percorso compatto, tecnico e senza tempi morti
Il format del Rally Adriatico 2026 prevede 9 prove speciali, tre diverse da ripetere tre volte, per un totale di 96,630 chilometri cronometrati su 302,240 chilometri complessivi.
PRS Group ha scelto un percorso più concentrato rispetto ad altre gare, con l’obiettivo di mantenere alto il livello tecnico e, allo stesso tempo, contenere i costi per gli equipaggi. Il menù prevede una prova ormai classica, una speciale modificata nella parte iniziale rispetto al passato e una prova completamente inedita.
Una combinazione interessante, perché obbligherà i piloti a bilanciare memoria, capacità di adattamento e precisione nelle note. Soprattutto in una gara che, arrivando al giro di boa del campionato, può iniziare a dare una forma molto più chiara alla stagione.
Tre trofei nel segno della memoria
Come da tradizione, il Rally Adriatico assegnerà anche tre riconoscimenti dal forte valore simbolico: il Trofeo Loris Roggia, il Trofeo Enrico Montanari e il Trofeo Andrea Dini.
Il Trofeo Loris Roggia, dedicato al copilota scomparso nel 2003 al Rally del Salento e per anni collaboratore delle gare PRS Group, verrà consegnato al primo copilota under 25 classificato.
Il Trofeo Enrico Montanari ricorda invece una figura di riferimento della CMA antincendio, realtà impegnata nei servizi di decarcerazione nelle competizioni italiane. Il premio andrà al primo classificato tra le vetture a due ruote motrici.
Il Trofeo Andrea Dini, istituito da PRS Group nel 2017 in memoria del giovane pilota di motocross scomparso in gara nella primavera di quell’anno, sarà assegnato all’equipaggio autore del miglior tempo assoluto sull’ultima prova speciale.
Cingoli, Gagliole e San Severino Marche: il rally come vetrina del territorio
Il Rally Adriatico non sarà solo sport. Anche quest’anno la gara attraverserà un territorio ampio e variegato, coinvolgendo non solo Cingoli, ma anche Gagliole e San Severino Marche.
Cingoli, conosciuta come “il Balcone delle Marche”, si presenta all’appuntamento con un titolo importante: è stata incoronata da Rai 3 come vincitrice de “Il Borgo dei Borghi 2026”. Gagliole porterà invece il fascino dell’entroterra maceratese, con il suo impianto medievale, il paesaggio collinare e le tracce storiche del borgo. San Severino Marche aggiungerà il peso della sua tradizione artistica, con la celebre Piazza del Popolo ellittica e porticata, tra le più caratteristiche del centro Italia.
Il Rally Adriatico continua così a essere anche un ambasciatore delle Marche: una gara che porta pubblico, equipaggi e attenzione in luoghi dove il motorsport non passa soltanto, ma lascia ogni volta un segno.
Il programma del weekend
Il rally entrerà nel vivo venerdì 22 maggio con la distribuzione del Road Book, le ricognizioni autorizzate e le verifiche sportive nella Sala Consiliare del Comune di Cingoli. Sabato 23 maggio sarà invece la giornata delle verifiche tecniche, delle prove libere e delle qualifiche riservate alle vetture Rally2, seguite dallo shakedown per gli altri concorrenti e per le auto storiche.
La cerimonia di partenza è in programma sabato alle 19:00 in Viale Valentini a Cingoli.
Domenica 24 maggio, alle 7:30, gli equipaggi partiranno dal Parco Assistenza per affrontare le nove prove speciali previste. L’arrivo è fissato alle 17:00, sempre in Viale Valentini, con premiazione sul palco d’arrivo alle 17:30.
Il 33° Rally Adriatico si prepara quindi a un weekend di grande intensità: classifica corta, tanti protagonisti, percorso compatto e una posta in palio già pesante. A Cingoli il campionato entra nel vivo. E da qui in avanti, ogni punto inizierà a pesare un po’ di più.