Toyota racconta l’accordo con Tänak: “Il tempismo ha giocato a nostro favore”
Il management della casa nipponica ha spiegato come si è arrivati a far sedere il pilota estone sulla nuova arma per il WRC 2027
Il ritorno di Ott Tänak nell’orbita Toyota ha sorpreso molti. Non tanto per il valore del pilota estone, che non ha certo bisogno di presentazioni, quanto per la rapidità con cui, dopo l’addio all’impegno a tempo pieno nel Mondiale, si è ritrovato di nuovo al volante di una Rally1. E, soprattutto, al volante di una Toyota.
A spiegare meglio come sia nata questa collaborazione è stato Tom Fowler, direttore tecnico di Toyota Gazoo Racing, che in una lunga intervista concessa al media estone Delfi ha raccontato il ruolo di Tänak nello sviluppo della nuova vettura costruita secondo i regolamenti 2027.
Fowler ha sottolineato prima di tutto un aspetto umano e professionale non secondario: in Toyota, molti conoscono molto bene Tänak. L’estone ha corso con il costruttore giapponese nel 2018 e nel 2019, conquistando proprio con Toyota il titolo mondiale prima del passaggio a Hyundai.
“Nel corso degli anni siamo rimasti in contatto su diversi argomenti. Ma da parte nostra questa collaborazione è nata soprattutto per via del calendario di quest’anno. Il programma del Mondiale è estremamente intenso, con rally disputati in continenti diversi. I nostri piloti Rally1 attuali sono molto impegnati nella stagione in corso, quindi è diventato chiaro che avevamo bisogno di piloti esperti che avessero il tempo di aiutarci nello sviluppo della vettura 2027”.
Da qui l’idea di coinvolgere Tänak. Una scelta che, nelle parole di Fowler, è apparsa quasi naturale.
“Dato che Ott era libero, ci è sembrato logico contattarlo e chiedergli se fosse interessato a provare la nostra macchina. Lui era interessato, e così è iniziato tutto”.
Una mossa intelligente da parte di Toyota, anche perché Tänak rappresenta uno dei profili tecnici più autorevoli e sensibili del panorama rallystico moderno. Un pilota capace di portare velocità, esperienza e indicazioni molto precise nello sviluppo di una nuova vettura.
Quando gli è stato chiesto se fosse rimasto sorpreso dal fatto che nessun altro costruttore avesse già bloccato Tänak per un ruolo simile, Fowler ha preferito restare prudente.
“È difficile rispondere, perché non conosco abbastanza bene gli altri progetti, né il tipo di risorse o opportunità che hanno per trovare piloti. Ott è diventato campione del mondo con Toyota e gli altri progetti Rally1 sono stati resi pubblici solo di recente. Credo che il tempismo abbia giocato a nostro favore”.
Il lavoro, intanto, è già entrato nel vivo. Tänak ha accumulato parecchi chilometri al volante del prototipo Toyota 2027, con sessioni di test organizzate a distanza di poche settimane l’una dall’altra negli ultimi mesi.
“La prima macchina che ha guidato era un prototipo puro, sostanzialmente la prima versione costruita secondo i nuovi regolamenti. Abbiamo sviluppato la vettura sulla base dei suoi feedback e di quelli degli altri piloti, quindi Ott ha già visto i progressi attraverso tre diversi test. È già stato fatto molto lavoro”.
La collaborazione, almeno per ora, sembra procedere in modo molto fluido. Toyota non sapeva inizialmente quanto Tänak fosse disposto a investire nel progetto, anche perché l’estone ha comunque altri impegni personali e professionali. Ma la risposta del campione del mondo 2019 è stata finora sempre positiva.
“All’inizio non eravamo sicuri di quanto tempo volesse dedicare al progetto, perché ovviamente ha anche i suoi impegni. Però finora, ogni volta che gli abbiamo chiesto di partecipare a un test, ha accettato. Sembra che la collaborazione continuerà”.
C’è poi un aspetto quasi curioso in questa storia: Toyota e Tänak si ritrovano a lavorare insieme dopo anni trascorsi da avversari. Non una semplice parentesi tecnica, dunque, ma anche una sorta di riapertura di un dialogo che la rivalità sportiva aveva inevitabilmente limitato.
“È stato davvero piacevole tornare in contatto e lavorare di nuovo con Tänak in questo contesto. Sono passati parecchi anni da quando ha lasciato Toyota. In tutto questo tempo ha guidato per un altro costruttore e, in quella situazione, è sempre un po’ più difficile parlare apertamente. ‘Nemici’ è probabilmente una parola troppo forte, ma in un certo senso eravamo rivali che competevano l’uno contro l’altro”.
Ora lo scenario è cambiato. Tänak non è più legato a un costruttore impegnato direttamente contro Toyota nel Mondiale, e questo ha permesso di rimettere sul tavolo conversazioni che, negli anni della rivalità, sarebbero state inevitabilmente più complicate.
“Adesso non è più vincolato a nessun costruttore. Può guidare la nostra macchina test e, all’improvviso, tutti gli argomenti sono tornati disponibili. È stato bello poter avere di nuovo conversazioni molto aperte con lui, sia su temi personali sia su questioni legate ai rally”.
Per Toyota, quindi, l’arrivo di Tänak nel programma di sviluppo 2027 non è soltanto un’operazione tecnica di alto profilo. È anche il ritorno, in una forma diversa, di un pilota che conosce profondamente l’ambiente, la mentalità e il metodo di lavoro del team. E in una fase delicata come quella della nascita di una nuova generazione di vetture, avere al volante un riferimento del genere può fare una differenza tutt’altro che marginale.