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Ogier parte forte in Giappone: “La macchina fa quello che voglio”

Miglior tempo sullo shakedown per il pluricampione francese al Rally Giappone 2026

Sébastien Ogier ha iniziato il Rally del Giappone con il piede giusto. Il francese della Toyota, considerato tra i principali favoriti per la vittoria, ha infatti chiuso al comando lo shakedown del giovedì mattina, mandando subito un segnale piuttosto chiaro alla concorrenza.

Per il campione francese non si tratta certo di una sentenza definitiva, perché lo shakedown resta sempre un antipasto e non il rally vero e proprio. Ma le sensazioni, almeno al primo assaggio delle strade giapponesi, sono state decisamente positive.

“Naturalmente, se sei il più veloce è una buona cosa. Non capita spesso che io sia il più rapido nello shakedown. Di solito non sono lì per spingere al massimo, ma più che altro per prendere confidenza e verificare che la macchina funzioni correttamente”, ha spiegato Ogier.

Questa volta, però, il feeling è arrivato subito. E per un pilota come lui, che sa leggere i dettagli meglio di quasi chiunque altro, è già una piccola notizia.

“Ho sentito immediatamente questa mattina che le sensazioni erano buone. La macchina fa quello che voglio. È un buon inizio, anche se lo shakedown non è così rappresentativo rispetto al rally vero e proprio”, ha aggiunto il pilota Toyota.

Il caldo cambia le carte in tavola

Rispetto alle edizioni precedenti, il Rally del Giappone si presenta con uno scenario diverso. In passato la gara si disputava in autunno, con temperature più fresche; quest’anno, invece, il weekend si annuncia molto più caldo, con valori attesi anche sopra i 30 gradi.

Una condizione che potrebbe incidere non poco sulla gestione della vettura, sull’abitacolo e soprattutto sugli pneumatici. Tra i piloti Toyota, Oliver Solberg ha rivelato di aver installato un sistema di raffreddamento supplementare sul sedile per affrontare meglio il caldo. Ogier, invece, ha preferito riderci sopra.

“Abbiamo tutti alcune opzioni, simili a quelle usate in Arabia Saudita lo scorso anno. Ma penso di essere abbastanza in forma da non averne bisogno qui”, ha scherzato il francese.

Poi, però, il discorso si è fatto più concreto. Perché il Giappone è un rally lento, tecnico, ricco di tratti tortuosi. E quando le velocità medie si abbassano, anche il raffreddamento della macchina diventa meno efficace.

“È sicuramente un rally lento. Quando si va piano, entra meno aria e quindi c’è meno raffreddamento all’interno della vettura. Suderemo parecchio, questo è sicuro, ma credo che per noi sarà gestibile. Per le gomme, invece, non ne sono così sicuro”.

Hankook sotto osservazione

Il tema principale, infatti, potrebbe essere proprio la tenuta degli pneumatici Hankook sull’asfalto caldo giapponese. Dopo lo shakedown diversi piloti hanno sollevato dubbi sulla gestione delle coperture, soprattutto in vista delle prove più lunghe.

“Non c’è molto che si possa fare. Quando la temperatura dell’asfalto è oltre dieci gradi più alta, tutto diventa molto più complicato sulle speciali lunghe”, ha sottolineato Ogier.

Un dettaglio da non sottovalutare, perché in un rally come quello giapponese, dove il ritmo è spesso spezzato e la precisione vale più dell’aggressività pura, la gestione delle gomme potrebbe diventare una delle chiavi decisive del fine settimana.

Il Rally del Giappone entrerà nel vivo venerdì, con sei prove speciali in programma. Ogier ha già fatto capire di esserci. Ora resta da vedere se il feeling mostrato nello shakedown saprà trasformarsi in passo gara, quando il cronometro inizierà davvero a pesare.

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