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Ogier non fa sconti alla nuova era WRC: “All’inizio sarà un passo indietro”

Il pluricampione del mondo si è espresso in merito all'ennesimo cambio regolamentare della sua carriera

Il Rally Japan ha chiuso simbolicamente un capitolo importante della storia recente del Mondiale Rally. Quello disputato sulle strade giapponesi è stato infatti l’ultimo appuntamento su asfalto per le attuali Rally1, vetture che dalla prossima stagione lasceranno spazio a una nuova generazione di auto, più vicina per prestazioni alle Rally2.

Una transizione che continua a far discutere, soprattutto tra chi queste vetture le ha guidate al limite negli ultimi anni. Tra questi c’è Sébastien Ogier, che non ha nascosto qualche perplessità sul futuro tecnico del WRC. Il campione francese, secondo al termine del Rally Japan alle spalle del compagno di squadra Elfyn Evans, ha espresso un giudizio piuttosto netto sull’arrivo delle nuove regole.

Ogier saluta le Rally1, ma senza troppa nostalgia

Il finale dell’era Rally1 su asfalto avrebbe potuto portare con sé un certo romanticismo. Nel caso di Ogier, però, il sentimento è stato decisamente più tiepido. Il francese non si è mostrato particolarmente malinconico nel salutare le attuali vetture, complice anche un Rally Japan non semplice e non esattamente memorabile dal punto di vista delle sensazioni al volante.

Ogier ha chiuso la gara in seconda posizione, ma non è mai riuscito a mettere davvero pressione a Evans. Il gallese ha costruito un vantaggio importante già dalla seconda prova speciale e da quel momento ha gestito la leadership senza concedere reali possibilità di rientro al compagno di squadra.

“I rally su asfalto con questo tipo di vetture – magari con gomme diverse – sono stati un’esperienza unica. Se guardo a questo weekend, non è stato uno di quelli che mi sono goduto particolarmente, quindi in questo momento non sono nemmeno sicuro che mi mancherà.”

Una frase che fotografa bene il pensiero di Ogier: rispetto per una generazione di auto molto performante, ma nessuna voglia di trasformare l’addio in una celebrazione forzata. E, tra le righe, è arrivata anche un’altra frecciata al fornitore di pneumatici Hankook, già finito più volte al centro delle discussioni durante questa stagione.

“Questa macchina è stata fantastica su asfalto”

Al netto delle sensazioni poco brillanti del weekend giapponese, Ogier non ha però negato il valore tecnico delle Rally1. Anzi, il francese ha riconosciuto come questa generazione di vetture abbia rappresentato un’esperienza di guida di altissimo livello, soprattutto sulle prove asfaltate.

“Questa macchina è stata fantastica da guidare su asfalto. Non è male nemmeno su terra. Nel complesso è stata una grande esperienza.”

Ogier, che nel corso della sua carriera ha avuto modo di guidare alcune delle vetture più competitive e spettacolari della storia recente del mondiale, ha poi allargato il discorso anche al confronto con le generazioni precedenti.

“Ho avuto la fortuna di guidare molte macchine fantastiche durante la mia carriera. Anche le WRC della generazione 2017 su asfalto erano qualcosa di davvero speciale.”

Un paragone non casuale. Le vetture introdotte nel 2017 avevano segnato una delle fasi più spettacolari del WRC moderno, con aerodinamica aggressiva, maggiore potenza e un impatto visivo che aveva riportato entusiasmo attorno alla categoria. Le Rally1 hanno proseguito quel percorso, aggiungendo la componente ibrida e un livello prestazionale comunque molto elevato.

La nuova generazione divide già il paddock

Dal prossimo anno, però, il Mondiale Rally cambierà volto. Le attuali Rally1 diventeranno parte del passato e il campionato entrerà in una nuova fase regolamentare. L’obiettivo è rendere la categoria più sostenibile, accessibile e vicina alle Rally2, cercando di ampliare la base dei costruttori e ridurre i costi.

Il punto, però, è capire quale sarà il prezzo sportivo di questa trasformazione. Per Ogier, almeno nella fase iniziale, il rischio è evidente: il WRC potrebbe perdere qualcosa in termini di prestazione pura, spettacolarità e sensazioni di guida.

“È la vita. C’è sempre qualcosa di nuovo che arriva. In questo momento sembra che il primo passo con la prossima generazione di vetture sarà un passo indietro.”

Una valutazione diretta, in pieno stile Ogier. Il francese non chiude la porta al cambiamento, ma non prova nemmeno a indorare la pillola. Secondo lui, il primo impatto potrebbe non essere entusiasmante, soprattutto se confrontato con il livello raggiunto dalle vetture attuali.

Il futuro resta aperto: “Le cose continueranno a evolversi”

Nonostante il giudizio severo, Ogier ha comunque lasciato spazio a una prospettiva più ampia. Il WRC, come ogni disciplina motoristica, è fatto di cicli. Ogni generazione di vetture nasce, cresce, viene criticata, apprezzata e poi superata da quella successiva. È successo con le World Rally Car, è successo con le Rally1 e succederà anche con le auto che arriveranno dal prossimo anno.

“Sono abbastanza sicuro che le cose continueranno a evolversi, come è sempre successo.”

Il messaggio finale, quindi, è meno nostalgico di quanto ci si potrebbe aspettare. Ogier riconosce che il cambiamento fa parte del gioco, ma invita implicitamente a non ignorare ciò che il WRC rischia di perdere nel passaggio alla nuova era.

Le Rally1, con tutti i loro limiti, i costi elevati, le discussioni sull’ibrido e le critiche agli pneumatici, hanno comunque rappresentato una generazione di vetture estremamente veloci e tecnicamente affascinanti. Dal prossimo anno si ripartirà con un’altra filosofia. Più razionale, forse più sostenibile, probabilmente meno estrema.

E se anche un pilota come Ogier parla di “passo indietro”, il tema non può essere archiviato come semplice nostalgia. La nuova era WRC avrà il compito di convincere tutti: piloti, team, costruttori e appassionati. E, come spesso accade nel rally, il verdetto più sincero arriverà solo quando si accenderà il cronometro.

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