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Kankkunen duro con Oliver Solberg dopo il ritiro all’Acropoli: “Non è ancora pronto”

Il team principal Toyota ha commentato l'ennesimo ritiro stagionale di Oliver

Il Rally dell’Acropoli continua a mettere alla prova
Oliver Solberg. Dopo la foratura accusata nella mattinata di venerdì,
il pilota svedese è stato costretto al ritiro nel finale di giornata a causa di
un’uscita di strada nell’ultima prova speciale del venerdì.

L’episodio è avvenuto in un tratto lento della speciale: la vettura non ha riportato
danni importanti, ma è rimasta insabbiata contro il banco laterale, impedendo a
Solberg di proseguire. Fino a quel momento, il pilota stava occupando la
nona posizione assoluta, dopo una giornata già complicata.

A commentare l’accaduto è stato Juha Kankkunen, vice team principal
di Toyota Gazoo Racing WRT, che non ha usato giri di parole nel giudicare
l’errore del giovane pilota.

“Ho visto cosa è successo. È stato un suo errore. Non capisco cosa sia successo lì.
Cosa posso dire? Ha ancora molto da imparare. Oliver non è ancora pronto”.

Parole nette, che arrivano in un momento particolarmente delicato per Solberg.
Il ritiro in Grecia rappresenta infatti il quinto stop nelle ultime sei apparizioni
nel Mondiale Rally: un dato pesante, soprattutto per un pilota considerato da tempo
uno dei talenti più interessanti della nuova generazione.

Secondo Kankkunen, il problema non è solo tecnico o legato alla sfortuna, ma riguarda
soprattutto la gestione della gara e degli episodi chiave.

“È sicuramente difficile per lui. Deve rimettere a posto la testa e riflettere bene.
Deve pensare di più a quello che sta facendo e al motivo per cui le cose continuano
ad andare male”.

Il quattro volte campione del mondo ha poi allargato il ragionamento, ponendo
interrogativi chiari sulla natura degli errori commessi da Solberg.

“È una mancanza di concentrazione? Sono semplicemente errori di guida?
Oppure non gli importa e sta spingendo troppo? È qualcosa che deve capire da solo”.

Per Solberg, l’Acropoli si trasforma così nell’ennesima occasione mancata.
La velocità non è in discussione, ma in un contesto duro e selettivo come quello greco
la capacità di arrivare al traguardo diventa fondamentale. E il messaggio arrivato
da Kankkunen è chiaro: il talento, da solo, non basta più.

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