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Ogier chiede un cambio di regolamento dopo il Rally Estonia: “Chi parte dietro è troppo avvantaggiato”

Il pilota francese torna sull'annosa questione dell'ordine di partenza, in particolar modo nelle gare su terra

Il Rally Estonia 2026 ha raccolto ancora una volta numerosi consensi tra i protagonisti del WRC. Percorso spettacolare, prove velocissime e un programma particolarmente compatto, capace di concentrare oltre 300 chilometri cronometrati in circa 50 ore. Ma, tra gli elogi, è riemerso anche un problema ormai ben conosciuto: quello della pulizia della strada.

Sulle rapidissime strade sterrate attorno a Tartu, i primi equipaggi a transitare devono affrontare uno strato consistente di ghiaia, finendo per “spazzare” la traiettoria e offrire condizioni progressivamente migliori a chi parte nelle posizioni successive.

Una situazione che, secondo Sébastien Ogier, penalizza eccessivamente chi apre la strada, riducendone drasticamente le possibilità di lottare per la vittoria o per un risultato di vertice.

Ogier: “La competizione non riesce davvero a decollare”

Il nove volte campione del mondo ha elogiato il lavoro degli organizzatori estoni, ma ha chiesto alla FIA di intervenire sul regolamento per riequilibrare la competizione.

“Gli organizzatori fanno un lavoro fantastico. È un rally bellissimo e tutti noi ci divertiamo a guidare qui. Ma la competizione non riesce mai davvero a decollare, perché la strada si pulisce troppo. È così ormai da molto tempo”.

Secondo Ogier, l’attuale ordine di partenza garantisce un vantaggio troppo importante ai piloti che affrontano le prove più tardi.

“L’unico modo per risolvere il problema è cambiare le regole. Per esempio, si potrebbe disputare mezza giornata con un determinato ordine e poi invertire l’ordine di partenza nella giornata successiva. Non so quale sia la soluzione corretta, ma bisogna fare qualcosa. In questo momento chi parte più indietro ha un vantaggio davvero troppo grande”.

Evans tra i più penalizzati dalla posizione di partenza

Tra i piloti che hanno pagato maggiormente il ruolo di apripista in Estonia c’è stato probabilmente Elfyn Evans. Il gallese della Toyota ha dovuto affrontare condizioni particolarmente difficili, ma ha comunque promosso il formato compatto scelto per l’edizione 2026.

“Penso che abbia funzionato bene. Questo formato non sarebbe adatto a tutti i rally. In Grecia, per esempio, i lunghi trasferimenti e la presenza di molte prove nuove renderebbero tutto più complicato. Qui, invece, il percorso è compatto e gran parte delle prove è già conosciuta, quindi ha funzionato davvero bene”.

Neuville promuove il nuovo formato

Anche Thierry Neuville ha apprezzato il programma condensato del Rally Estonia. Il pilota Hyundai ha sottolineato come la varietà dei format possa aiutare ogni appuntamento del Mondiale a costruire una propria identità.

“Mi piace il fatto che i rally stiano provando formule differenti. Ogni evento ha la propria storia. Qui è stato possibile disputare più di 300 chilometri cronometrati perché tutto è molto vicino. Credo che abbia funzionato molto bene”.

Il Rally Estonia esce quindi promosso sul piano organizzativo e sportivo, ma la questione dell’ordine di partenza resta aperta. Su fondi così veloci e sensibili alla pulizia della traiettoria, il rischio è che la posizione sulla strada finisca per pesare più della prestazione pura.

Ogier ha riaperto un dibattito già noto nel paddock del WRC. Ora la palla passa alla FIA, chiamata a valutare se e come intervenire per rendere più equilibrati gli appuntamenti nei quali l’effetto spazzamento diventa determinante.

Foto: Luca Barsali
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