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Ingrassia torna al fianco di Ogier: «Quasi 2.000 giorni senza dettare note, ma il DNA si è riattivato»

Una telefonata il sabato sera, appena un’ora per decidere e il primo volo disponibile verso la Finlandia. Julien Ingrassia racconta a DirtFish il ritorno improvviso nell’abitacolo della Toyota GR Yaris Rally1.

Ci sono equipaggi che si formano per necessità e altri che sembrano non essersi mai realmente separati. Sébastien Ogier e Julien Ingrassia appartengono senza dubbio alla seconda categoria.

A quasi cinque anni dalla loro ultima apparizione insieme nel Mondiale Rally, lo storico navigatore francese è tornato a sedersi sul sedile destro per affrontare il Rally Finlandia 2026.

Un rientro inatteso e organizzato nel giro di pochissime ore, dopo che Vincent Landais non ha potuto prendere parte all’appuntamento di Jyväskylä.

Intercettato da DirtFish alla vigilia della gara, Ingrassia ha voluto immediatamente rivolgere un pensiero al navigatore che è stato chiamato a sostituire.

«La prima cosa da ricordare è che, se sono qui, è perché purtroppo è successo qualcosa di storto a Vincent. Tutti i miei pensieri, tutti i nostri pensieri, vanno a lui.»

Soltanto dopo aver ricordato Landais, il francese ha raccontato le frenetiche ore che lo hanno riportato nel WRC.

Una telefonata e un’ora per decidere

Il telefono di Ingrassia ha squillato sabato sera, intorno alle 19:00. Dall’altra parte c’era naturalmente Sébastien Ogier, alla ricerca di un navigatore in grado di raggiungere rapidamente la Finlandia e affrontare uno degli appuntamenti più veloci e impegnativi dell’intero campionato.

Il tono dell’intervista è diventato subito più leggero quando al francese è stato chiesto se avesse avuto il coraggio di ignorare la telefonata del suo storico pilota.

«Se parli di ignorare Seb Ogier, non l’ho mica ignorato quando mi ha chiamato!»

Tra le risate, Ingrassia ha poi aggiunto:

«È stata una fortuna che non stessi facendo festa in quel momento. C’è mancato poco!»

Scherzi a parte, il tempo per riflettere era davvero ridotto. La chiamata è arrivata il sabato sera, la decisione doveva essere presa entro un’ora e il giorno seguente Ingrassia avrebbe dovuto essere già su un aereo.

«Ricevere una telefonata il sabato sera verso le 19:00, dover prendere una decisione entro un’ora ed essere in aereo il giorno dopo… dopo cinque anni, quasi 2.000 giorni senza fare da navigatore nel WRC, ad essere sincero non ero del tutto a mio agio.»

“Il DNA si è riattivato”

Il Rally Finlandia non è certamente l’appuntamento più semplice nel quale tornare a dettare le note dopo una pausa così lunga.

Velocità elevatissime, salti, compressioni e continui cambi di direzione richiedono una precisione assoluta. Per Ingrassia è stato quindi fondamentale poter effettuare qualche chilometro di test prima dell’inizio della competizione.

«Per fortuna lunedì mattina abbiamo potuto fare qualche test. Una volta che entri nell’azione, il DNA si riattiva. Faremo il nostro lavoro.»

Parole che raccontano perfettamente gli automatismi costruiti in oltre un decennio trascorso insieme. Nonostante il lungo periodo lontano dal sedile destro, il rapporto tra Ogier e Ingrassia sembra essersi riacceso quasi immediatamente.

La prima domanda di Ogier: “Quanto pesi?”

In un equipaggio capace di condividere anni di successi, anche una telefonata d’emergenza può trasformarsi velocemente in un siparietto.

La prima domanda rivolta da Ogier al suo ex navigatore, infatti, non ha riguardato le note, la preparazione o l’adattamento alla Toyota GR Yaris Rally1.

Il nove volte campione del mondo è andato immediatamente al punto:

«Quanto pesi?»

Ingrassia ha raccontato la scena con il sorriso.

«Mi sono pesato un’ora dopo la sua chiamata e ho mandato il dato all’ingegnere!»

Presente durante l’intervista, Ogier ha confermato che il peso del suo storico compagno è esattamente lo stesso di quando correvano regolarmente insieme.

«L’abbiamo scoperto, ma sì: il peso è esattamente lo stesso di prima!»

Una missione da portare a termine

Il ritorno di Ingrassia non nasce nelle circostanze che l’equipaggio avrebbe desiderato. Il francese ne è consapevole e non ha nascosto la difficoltà di tornare improvvisamente nel Mondiale dopo quasi 2.000 giorni.

Una volta indossati casco e tuta, però, l’obiettivo è diventato chiarissimo.

«Siamo qui e abbiamo una missione da compiere. Abbiamo un po’ di lavoro da fare, ma daremo il massimo e io ci sarò.»

Ogier e Ingrassia hanno scritto insieme alcune delle pagine più importanti della storia recente del WRC, conquistando otto titoli mondiali e oltre cinquanta vittorie.

La loro ultima gara insieme risaliva al Rally Monza 2021, concluso con il successo e con la conquista dell’ottavo titolo iridato.

Quasi cinque anni più tardi, uno degli equipaggi più vincenti della storia del Mondiale è nuovamente pronto a prendere il via.

E sulle velocissime strade del Rally Finlandia scopriremo quanto sia davvero difficile dimenticare un mestiere che, come ammesso dallo stesso Ingrassia, sembra essere rimasto scritto nel DNA.

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