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WRC, dal 2029 la FIA apre a motori diversi: anche elettrico e idrogeno tra le possibilità

La FIA valuta un WRC sempre più aperto alle diverse tecnologie, con motori endotermici, ibridi, elettrici e a idrogeno potenzialmente in gara dal 2029

La rivoluzione tecnica del World Rally Championship potrebbe non fermarsi alle nuove vetture che debutteranno nel 2027. La FIA sta infatti valutando un approccio molto più aperto per quanto riguarda i propulsori utilizzabili nel WRC a partire dal 2029, con l’obiettivo di rendere il campionato più interessante per i costruttori e adeguarlo all’evoluzione della tecnologia automobilistica.

Secondo quanto riportato da DirtFish, la Federazione sarebbe pronta a prendere in considerazione soluzioni molto diverse tra loro: dai tradizionali motori endotermici fino a sistemi ibridi, propulsori completamente elettrici e persino l’idrogeno.

La vera novità potrebbe arrivare nel 2029

Le nuove regolamentazioni WRC previste per il 2027 porteranno in gara una vettura basata su un telaio spaceframe e motorizzata, almeno inizialmente, con un propulsore derivato dalla categoria Rally2. La piattaforma, però, è stata concepita per avere una vita tecnica molto lunga e dovrebbe poter essere utilizzata anche oltre il 2030.

Il punto interrogativo riguarda quindi ciò che troveremo sotto il cofano.

Malcolm Wilson, vicepresidente della FIA, ha spiegato a DirtFish che dal 2029 l’intenzione è quella di lasciare maggiore libertà ai costruttori nella scelta della tecnologia, purché vengano rispettati determinati parametri prestazionali.

L’obiettivo è chiaro: fare in modo che la partecipazione al WRC diventi una scelta concreta e conveniente per le Case automobilistiche, anche dal punto di vista del ritorno sull’investimento.

Un modello già utilizzato nel rally-raid

La FIA ha già un esempio concreto da cui partire. Nel World Rally-Raid Championship convivono infatti soluzioni tecniche differenti, con motori V6 e V8, diesel e benzina, oltre a differenti configurazioni di sovralimentazione.

A rendere possibile questa convivenza è il controllo della coppia erogata alle ruote attraverso il torque meter. Se una vettura supera i valori consentiti, il sistema può rilevare l’infrazione e portare a una penalizzazione.

Secondo Wilson, un meccanismo analogo potrebbe permettere al WRC di accogliere tecnologie differenti senza trasformare la competizione in una semplice guerra di potenza.

Elettrico: davvero possibile nei rally?

Tra le ipotesi più interessanti c’è quella di una vettura completamente elettrica.

Xavier Mestelan Pinon, direttore tecnico FIA, ha spiegato che un’auto elettrica da rally non sarebbe necessariamente incompatibile con le caratteristiche delle prove speciali. Il problema principale non sarebbe infatti l’autonomia assoluta, ma la gestione della ricarica durante un rally.

Con una potenza nell’ordine dei 300 CV e una batteria da circa 40 kWh, secondo la FIA sarebbe tecnicamente possibile affrontare una prova speciale di circa 35 chilometri e il successivo trasferimento, a condizione di prevedere infrastrutture di ricarica lungo il percorso.

Il rally presenta inoltre caratteristiche favorevoli rispetto ad altri utilizzi dell’auto elettrica: le vetture non percorrono per lunghi periodi autostrade a pieno carico e alternano continuamente accelerazioni, frenate e fasi di rilascio.

Il vero ostacolo, quindi, sarebbe soprattutto organizzativo.

Ibrido e idrogeno restano sul tavolo

La soluzione completamente elettrica non sembra però essere quella preferita dalla FIA in assoluto.

Mestelan Pinon ha indicato nell’ibrido con motore endotermico una delle possibilità più interessanti per il futuro, anche per ragioni legate allo spettacolo e al sound delle vetture. Allo stesso tempo, anche l’idrogeno viene considerato una tecnologia con un potenziale importante.

Il punto centrale della strategia FIA è proprio evitare di stabilire oggi quale sarà necessariamente la tecnologia dominante tra dieci anni.

Il motorsport, secondo la Federazione, dovrà quindi mantenere una certa flessibilità per poter adattare i regolamenti all’evoluzione dell’industria automobilistica.

Un WRC con più tecnologie?

Lo scenario che potrebbe delinearsi dal 2029 è dunque particolarmente interessante. Invece di imporre un’unica soluzione tecnica a tutti i costruttori, la FIA potrebbe consentire la presenza di differenti tipologie di propulsione all’interno dello stesso campionato, utilizzando sistemi di controllo delle prestazioni per mantenere l’equilibrio competitivo.

È una strada ambiziosa, ma anche complessa. Rendere comparabili un motore termico, un sistema ibrido, un powertrain elettrico e magari un propulsore a idrogeno richiederà infatti regolamenti estremamente sofisticati.

La FIA sembra però intenzionata a muoversi proprio in questa direzione. E se il progetto dovesse concretizzarsi, il WRC del prossimo decennio potrebbe diventare uno dei campionati automobilistici più tecnologicamente diversificati al mondo.

Il messaggio lanciato dalla Federazione è quindi piuttosto netto: dal 2029, nel Mondiale Rally potrebbe esserci spazio per quasi qualsiasi tecnologia, a patto che sia possibile renderla competitiva e sicura.

Fonte: DirtFish - Foto: Luca Barsali

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