Crugnola si ritira ed è fuori dalla corsa al titolo: Daprà vola verso Sanremo con un vantaggio decisivo
Il varesino abbandona sulla Power Stage del Rally del Lazio, perde matematicamente ogni possibilità di conquistare il campionato e lascia Daprà con un margine favorevole in vista dell’ultimo round, dove Avbelj resta l’unico rivale diretto.
Ci sono rally che si decidono con una vittoria. E poi ci sono quelli che cambiano volto negli ultimi chilometri.
Il Rally del Lazio Cassino 2026 appartiene senza dubbio alla seconda categoria.
Quando Andrea Crugnola e Luca Beltrame hanno affrontato la prova conclusiva di Itri, il loro fine settimana sembrava ormai avviato verso un secondo posto prezioso. Davanti a loro c’era Bostjan Avbelj, autore di una gara di grande livello; alle spalle, Roberto Daprà provava a completare una rimonta resa complicata dagli episodi del weekend.
Poi, proprio all’ultimo, tutto è cambiato.
Una toccata ha costretto la Lancia Ypsilon HF Integrale Rally2 di Crugnola al ritiro sull’ultima speciale. L’episodio ha riscritto il podio del Rally del Lazio e gli equilibri del Campionato Italiano Assoluto Sparco: il pluricampione varesino ha perso matematicamente la possibilità di giocarsi il titolo nell’ultimo appuntamento stagionale.
Per Daprà una gara difficile diventa improvvisamente pesantissima
Fino a quel momento, Roberto Daprà non stava vivendo il rally ideale per consolidare la propria leadership.
Il trentino era arrivato nel Lazio con 84 punti, contro i 69 di Crugnola. Tuttavia, il sistema degli scarti rendeva il confronto più aperto rispetto ai 15 punti indicati dalla classifica provvisoria. ACI Sport aveva presentato Cassino come un passaggio potenzialmente decisivo: Crugnola doveva recuperare, mentre Daprà doveva evitare di lasciare troppo terreno al rivale.
Per il leader, però, la gara si era complicata già venerdì.
Sulla prova di Terelle, disputata sotto un violento temporale, Daprà aveva perso terreno. Nel corso del fine settimana, un testacoda gli era inoltre costato circa 30 secondi, obbligandolo a trasformare il resto del rally in una lunga rincorsa.
A quel punto, l’obiettivo più realistico era diventato ottenere il massimo nella prova conclusiva.
Ed è proprio lì che Daprà ha fatto ciò che serviva: miglior tempo e tre punti aggiuntivi.
Pochi istanti prima, però, Crugnola aveva già lasciato la strada.
Da una lotta a tre a una sfida molto diversa
Prima del Rally del Lazio, il finale di stagione sembrava poter proporre un confronto diretto tra Daprà e Crugnola, con Avbelj ancora pronto a inserirsi.
Dopo Cassino, Crugnola è fuori matematicamente dalla corsa al titolo. Daprà chiude terzo, a un solo secondo da Andrea Nucita, mentre Avbelj conquista la vittoria assoluta e mantiene vive le proprie possibilità.
L’incidente di Crugnola non consegna automaticamente il campionato a Daprà, ma elimina il suo inseguitore più vicino e modifica i calcoli in vista di Sanremo.
ACI Sport indica infatti Avbelj come l’unico rivale diretto rimasto al leader e sottolinea che, considerando anche il meccanismo degli scarti, a Daprà potrebbero essere sufficienti 15 punti nell’ultimo appuntamento per conquistare il titolo italiano.
«Game over»
A raccontare meglio di qualsiasi calcolo la portata dell’episodio sono state però le parole dello stesso Crugnola.
Dopo il ritiro, il varesino ha commentato semplicemente:
«Game over».
Una frase inevitabilmente riferita anche alla propria stagione.

Crugnola era arrivato nel Lazio dopo la vittoria al Rally Regione Piemonte, risultato che aveva rilanciato concretamente la sua rincorsa al campionato. A Cassino era ancora secondo assoluto a pochi chilometri dalla conclusione.
Poi una curva ha cancellato tutto.
Per Daprà, invece, quella stessa curva ha cambiato prospettiva.
Il terzo posto del Lazio, che da solo avrebbe potuto lasciare qualche rimpianto dopo un fine settimana complicato, assume ora tutt’altro peso. Il leader arriverà a Sanremo con una situazione favorevole, ma con un Avbelj che proprio a Cassino ha dimostrato di essere tutt’altro che disposto a fare da comparsa.
Il CIAR 2026 non è ancora finito.
Ma dopo la prova conclusiva di Itri, il suo finale ha certamente preso una direzione diversa.