Solberg all’assalto del Mondiale in Sardegna: «Non abbiamo mai mollato, daremo tutto»
La vittoria in Cile ha riportato lo svedese nella corsa al titolo. A 21 punti da Evans, Oliver si presenta alla finale italiana con un obiettivo: vincere ancora e provare a ribaltare il campionato.
Oliver Solberg arriva al Rally Italia Sardegna con una possibilità mondiale ancora da giocarsi. Il successo in Cile ha accorciato le distanze dal leader Elfyn Evans, ora avanti di 21 punti, e trasformato l’ultima gara della stagione in un’occasione che lo svedese vuole sfruttare fino in fondo. Davanti a lui c’è anche Sami Pajari, secondo in campionato con quattro lunghezze di vantaggio: per conquistare il titolo, Oliver dovrà superare entrambi i compagni di squadra Toyota.
Una missione difficile, ma che qualche settimana fa sembrava ancora più lontana. Solberg aveva aperto la stagione con la vittoria al Monte-Carlo, prima di attraversare un periodo meno brillante. Durante l’estate ha ritrovato continuità, raccogliendo punti importanti soprattutto nelle domeniche di gara. Poi è arrivato il successo cileno, che gli ha restituito una prospettiva concreta per la finale.
«In alcuni momenti dell’anno il campionato è sembrato un obiettivo molto lontano, ma non abbiamo mai mollato. È stato bellissimo tornare in lotta grazie al risultato in Cile e arrivare a quest’ultima gara con una possibilità di conquistare il titolo».
Il distacco da Evans resta consistente. Solberg lo sa, ma conosce anche le insidie di un rally nel quale una foratura, un errore o un problema tecnico possono cambiare rapidamente gli equilibri. Per lo svedese servirà una prestazione da protagonista, accompagnata da risultati favorevoli sugli altri due fronti della sfida Toyota.
«Il distacco da Elfyn è grande da recuperare in un solo rally, ma naturalmente daremo tutto. E in una gara come la Sardegna può ancora succedere qualsiasi cosa».
Gli sterrati italiani richiederanno però qualcosa di più della velocità. Solberg dovrà trovare il compromesso tra attacco e gestione, su strade dove i tratti più rapidi si alternano a sezioni tecniche e dove le rocce possono presentare un conto pesante a chi esagera.
«Le prove sono impegnative, con sezioni veloci nelle quali bisogna essere molto determinati e altre più tecniche dove occorre avere maggiore pazienza».
A complicare la rincorsa c’è anche l’esperienza limitata sulle strade sarde al volante di una vettura della categoria regina. Oliver conserva comunque un riferimento positivo: la vittoria in Rally2 conquistata nell’edizione precedente. Ripetersi al livello più alto è l’obiettivo con cui affronta il fine settimana.
«Non ho molta esperienza qui, soprattutto nella categoria principale, ma lo scorso anno abbiamo disputato una buona gara e vinto la classe Rally2. Dobbiamo puntare ancora una volta al gradino più alto del podio e vedere che cosa succederà».
Il Rally Italia Sardegna scatterà giovedì con lo shakedown al mattino e la prima prova spettacolo più tardi nella giornata. Il programma comprende 17 prove speciali per poco più di 307 chilometri cronometrati, con conclusione domenica.
Solberg parte da terzo incomodo nella sfida mondiale, ma arriva alla finale con la fiducia di chi ha appena vinto. In Sardegna proverà a far pesare quella fiducia: prima sulle prove speciali, poi nella classifica che assegnerà il titolo.