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Croatia Rally a rischio: il WRC in Croazia è in bilico dopo il 2027

Gli organizzatori attendono conferme sui finanziamenti pubblici per il triennio 2028-2030. Nonostante l'impatto economico e turistico della gara, il futuro nel Mondiale resta incerto.

Il Croatia Rally si è affermato negli ultimi anni come uno degli appuntamenti più importanti per la promozione turistica della Croazia, attirando migliaia di appassionati e portando il Paese sotto i riflettori internazionali. Eppure, nonostante i risultati economici e mediatici, la permanenza della gara nel calendario del World Rally Championship (WRC) oltre il 2027 è tutt’altro che assicurata.

A lanciare l’allarme è stato Daniel Šaškin, presidente del comitato organizzatore, che in un’intervista all’emittente televisiva Nova TV ha espresso preoccupazione per la mancanza di conferme ufficiali sui finanziamenti necessari a garantire la continuità dell’evento.

Un impatto economico che vale milioni

I numeri raccolti negli ultimi anni raccontano una crescita importante. Se nel 2021 il rally aveva attirato circa 50.000 spettatori, nel 2024 e nell’edizione 2026 il pubblico presente ha superato le 400.000 persone, secondo i dati citati dagli organizzatori.

Il ritorno economico non si limita agli incassi direttamente legati alla competizione. L’afflusso di visitatori genera ricadute anche su alberghi, ristoranti, trasporti e attività commerciali, mentre la copertura televisiva contribuisce a promuovere le destinazioni turistiche croate a livello globale.

Uno studio relativo all’edizione 2022 aveva stimato un impatto economico superiore a 105 milioni di euro, con circa 12 milioni di euro di entrate per il bilancio pubblico, a fronte di un contributo statale di tre milioni.

Secondo Šaškin, inoltre, le analisi dell’Università di Economia indicano che, dal 2021, il WRC avrebbe generato circa 100 milioni di euro di entrate dirette per il bilancio statale. A questo si aggiungerebbe un valore promozionale superiore ai due miliardi di euro, grazie anche alla diffusione delle immagini del rally in 165 Paesi.

Il nodo dei finanziamenti pubblici

Nonostante questi risultati, organizzare una tappa del Mondiale comporta costi significativi. Il budget annuale del Croatia Rally si aggira tra i tre e i quattro milioni di euro, con lo Stato che copre attualmente circa il 40-50% della spesa.

Proprio il sostegno economico del governo rappresenta il punto decisivo per il futuro della manifestazione. Gli organizzatori sono in attesa di una conferma scritta da parte del Ministero del Turismo e dello Sport per il periodo compreso tra il 2028 e il 2030.

«Il WRC tornerà in Croazia il prossimo anno, ma non abbiamo ancora ricevuto una conferma ufficiale su ciò che accadrà successivamente», ha spiegato Šaškin, sottolineando come l’incertezza stia mettendo a rischio la permanenza della gara nel calendario mondiale.

Il presidente del comitato organizzatore ha inoltre evidenziato che sia il promotore del campionato sia la FIA avrebbero manifestato interesse a mantenere la Croazia tra le tappe del Mondiale. Senza un accordo sui finanziamenti, tuttavia, la volontà delle parti potrebbe non essere sufficiente.

Il governo apre al dialogo, ma manca una decisione

Sulla questione è intervenuto anche Tonči Glavina, ministro croato del Turismo e dello Sport, confermando che sono in corso discussioni sull’argomento.

Il ministro ha sottolineato l’importanza degli investimenti capaci di incentivare i viaggi verso la Croazia e di attirare nuovi gruppi di turisti, soprattutto nei periodi dell’anno in cui è più importante sostenere l’affluenza. Allo stesso tempo, ha ricordato che le risorse pubbliche sono limitate e devono essere distribuite tra diversi eventi e iniziative.

Una posizione che, al momento, non offre però le garanzie richieste dagli organizzatori.

Il 2027 potrebbe essere l’ultima occasione

La prossima edizione del Croatia Rally è già prevista dall’8 all’11 aprile 2027, grazie a un accordo firmato nel 2024. Il vero problema riguarda ciò che accadrà dal 2028 in avanti.

Šaškin ha espresso un pessimismo crescente, temendo che la gara possa uscire dal calendario WRC dopo il 2027 se non arriveranno in tempo le conferme economiche necessarie.

Sarebbe un epilogo difficile da giustificare alla luce dei risultati ottenuti in termini di pubblico, indotto turistico e visibilità internazionale. La Croazia ha dimostrato di poter offrire prove speciali apprezzate dai piloti per la loro varietà e imprevedibilità, oltre a un contesto paesaggistico particolarmente suggestivo.

La vicenda riporta così al centro una questione fondamentale per il Mondiale Rally: quanto è disposto a investire uno Stato per ospitare una competizione internazionale e quale valore attribuisce ai benefici economici e promozionali che ne derivano?

Per il Croatia Rally, la risposta potrebbe determinare il futuro di una delle gare più apprezzate del calendario. Il 2027 è già confermato, ma senza un’intesa per il triennio successivo il rischio di perdere la tappa croata resta concreto.

Foto: Luca Barsali

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