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Rossel chiama Lancia: «Ho grandi speranze che realizzi il kit. Voglio lottare per le vittorie assolute»

Dopo il successo al Critérium des Cévennes, il francese racconta il suo 2026 e guarda al futuro: «Ho spinto al massimo perché Lancia lo facesse». Per il 2027 si profila un programma di circa dieci rally.

Vincere sulle strade di casa, festeggiare con la famiglia e ritrovare il piacere di correre. Yohan Rossel si è regalato tutto questo al Critérium des Cévennes, dopo aver chiuso al terzo posto la stagione nel Mondiale WRC2. Ma tra il bilancio del weekend e quello di un campionato vissuto da protagonista, c’è soprattutto un messaggio che farà drizzare le antenne agli appassionati italiani: Rossel spera che Lancia realizzi il kit per puntare alle posizioni di vertice nel 2027.

Il francese non nasconde le proprie ambizioni. Vuole giocarsi podi e vittorie assolute, possibilmente proseguendo il percorso con Stellantis. Una prospettiva sulla quale dice di aver insistito personalmente, pur lasciando chiaro che non si tratta ancora di un programma confermato.

Intanto, alle Cévennes, ha fatto parlare il cronometro. Il margine costruito nella prima parte di gara gli ha permesso di contenere il ritorno di Yoann Bonato e Benjamin Boulloud, conquistando un successo dal peso particolare anche per Hankook.

Nell’intervista pubblicata da Rallye-Sport il 27 ottobre, Rossel ha affrontato tutti questi temi. Di seguito domande e risposte, tradotte e adattate in italiano.

Un weekend ideale per te, con una bella vittoria sulle strade di casa.

«Sono davvero contento di questa operazione, organizzata soprattutto da Hankook, che ha fatto tutto il possibile per metterci nelle migliori condizioni, insieme a Minerva e PH Sport.

È stato un bellissimo weekend. Avevo al mio fianco anche il mio storico capo meccanico di PH: è stata una bella festa, insieme alla famiglia. Volevo proprio godermi questo rally, soprattutto affrontare la Cadière di notte, con i fuochi d’artificio».

A differenza dello scorso anno, eri iscritto anche al campionato piloti. Sai perché?

«Sinceramente, non ne ho idea. Pensavo che sarebbe stato come l’anno scorso. Ho avuto una settimana piuttosto movimentata e ho capito soltanto sabato mattina di essere iscritto al Campionato francese. Credevo di essere indicato soltanto per il campionato riservato ai team».

Pensavi di poter lottare per la vittoria contro i protagonisti abituali del campionato?

«No, non proprio. Conoscevo il livello degli avversari e sapevo che Michelin era preparatissima per il Campionato francese, un po’ come Pirelli in Italia.

Non avevo svolto test prima del rally e avevo fatto soltanto tre passaggi allo shakedown. Battere Michelin e un equipaggio preparato come quello di Yoann [Bonato] e Benjamin [Boulloud] rappresentava una grande sfida. Questo risultato mi rende davvero felice: si sono create tutte le condizioni per ottenere una prestazione del genere».

Hankook sarà particolarmente soddisfatta di un successo a questo livello.

«Certamente, è una pubblicità straordinaria per loro e sono molto contento. Gli pneumatici che abbiamo utilizzato nel weekend sono disponibili per qualsiasi concorrente della Coppa di Francia e del Campionato francese.

Ho usato la mescola media per tutto il rally, mentre nel WRC2 abbiamo soltanto dure e morbide, che erano le stesse disponibili anche qui.

Le medie si sono dimostrate davvero resistenti. Le abbiamo utilizzate persino sulla speciale di 53 chilometri. Avevano una finestra di utilizzo molto ampia, davvero impressionante. Per tutto il weekend non abbiamo cambiato nulla sulla vettura».

Parliamo anche della tua stagione nel Mondiale. Che cosa è mancato per conquistare il titolo?

«Si tende a sottovalutare cosa significhi portare una vettura nuova direttamente nel Mondiale, contro avversari che hanno almeno tre anni di esperienza con la propria macchina.

Abbiamo impiegato un po’ di tempo a capire la vettura sulla terra. In Sud America abbiamo dimostrato di poter andare molto forte: siamo riusciti a vincere in Cile e penso che avremmo potuto vincere anche in Paraguay, ma conosciamo tutti i problemi che ci sono stati in quel rally.

Alla fine abbiamo ottenuto tre vittorie, risultando i più performanti nell’arco della stagione. Abbiamo vinto anche il campionato Teams, un risultato importante per Lancia.

Sul piano della prestazione, ho la sensazione di aver fatto un salto di qualità. Abbiamo iniziato male la stagione sulla terra e il Portogallo è stato molto deludente. Abbiamo faticato a trovare subito delle soluzioni.

Non sono così scontento di questa stagione, anche se abbiamo mancato il titolo. Bisogna rendersi conto che il WRC2 è una sfida enorme, con vetture molto vicine tra loro. La velocità c’è sempre stata e questo mi lascia piuttosto soddisfatto.

Personalmente non ho rimpianti, a parte il Portogallo, dove ho provato a forzare per andare a prendere Suninen. Avrei potuto essere un po’ più intelligente e conservare il secondo posto, che sembrava alla nostra portata».

All’arrivo delle Cévennes hai parlato della possibilità di disputare il Rallye du Var. È un’ipotesi concreta?

«I soggetti coinvolti in questo weekend vorrebbero ripetere un’operazione come quella delle Cévennes. Mi farebbe molto piacere essere al Var e sarebbe un’altra occasione per accumulare chilometri a fine anno.

Nei prossimi quindici giorni dovrebbero succedere parecchie cose: vedremo se sarà possibile anche in funzione di quelle.

Per il momento, quello che posso dire è che volevo correre tra due settimane alle Canarie con la Lancia, in una gara su terra, il Rallye de La Oliva».

Siamo soltanto a fine ottobre, ma tutti guardano già al 2027. Che cosa puoi dirci?

«Voglio avere la migliore opportunità possibile per lottare per le posizioni della classifica assoluta il prossimo anno, e il cambiamento di regolamento potrebbe permetterlo.

Al momento il quadro è ancora un po’ confuso, perché non sappiamo davvero se altri costruttori realizzeranno un kit WRC2. Ho ancora grandi speranze che Lancia lo faccia. Ho sempre detto di voler portare fino in fondo il mio percorso con Stellantis. Ho spinto al massimo perché Lancia lo realizzasse, perché penso ci sia una bella opportunità di lottare per le vittorie.

Il promoter ha fatto il massimo per convincere i costruttori a impegnarsi, con un investimento abbastanza contenuto. Da anni desidero giocarmi podi e vittorie assolute. Non soltanto in un Monte-Carlo, ma in diversi rally e anche sulla terra.

Detto questo, sono sicuro al 99% che il prossimo anno non avrò un programma completo, ma piuttosto una decina di gare».

In definitiva, il campionato 2027 non si prospetta così male, giusto?

«Ho sempre creduto in questo kit per le Rally2 e penso che il promoter e la FIA stiano facendo un buon lavoro. Credo che tutti si stiano complicando un po’ la vita con questo regolamento, ma non è così difficile da capire.

Ci saranno sempre una categoria Rally1 al vertice e una categoria Rally2 con il WRC2. Per me è un po’ come nell’endurance, con LMH e LMDH riunite nella stessa classifica.

Una cosa è certa: nessuno sarà pronto quanto Toyota».

Il punto, per Rossel, è chiaro: la voglia di misurarsi per la vittoria assoluta c’è, e Lancia resta al centro delle sue speranze. Le sue parole raccontano una richiesta precisa al costruttore, non ancora una decisione presa. Per capire se diventerà un progetto concreto serviranno i prossimi sviluppi. Nel frattempo, il francese ha già detto da quale parte vorrebbe stare.

Fonte: Rallye-Sport / Ouest-France

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