Intervista esclusiva a Ivan Ferrarotti: "Chi ha grandi ambizioni deve andare all'estero. Rally du Var un sogno che si realizza"

Quattro chiacchiere con il portacolori di Gima Autosport

Un pilota completo grazie ad una lunga e proficua carriera, certamente tra i migliori ad interpretare una vettura a due ruote motrici e vari titoli sparsi qua e là.

Ivan Ferrarotti non ha certamente bisogno di alcuna presentazione perchè a parlare per sè c’è un palmares degno di nota che va ad arricchirsi grazie alla vittoria nel Clio Trophy a bordo della francesina versione turbo by Gima Autosport. Vi proponiamo dunque un’intervista davvero interessante, augurandovi buona lettura.

Ivan, come hai scoperto il mondo dei rally?

Ho scoperto questa disciplina grazie al rally dell’Appennino Reggiano, la gara che passa sotto casa mia. Da ragazzo avevo amici più grandi che correvano già e per me era molto divertente ed interessante seguirli. A diciott’anni poi, una volta presa la patente, decisi che era giunta l’ora anche per me di provarci e quindi andai alla ricerca dei primi sponsor per permettermi di noleggiare una vettura ed ora, eccomi qua!

Essendo parte integrante, come valuti il movimento tricolore?

E’ estremamente difficile trovare le risorse per poter correre a tempo pieno e con un pacchetto giusto perchè i costi sono esorbitanti. L’esempio più lampante sono i prezzi delle gomme, a mio avviso quasi assurdi, perchè vengono a costare quasi come un noleggio di una vettura. Per quanto riguarda la competizione posso invece affermare con certezza che il livello è molto alto sia nell’elenco partenti sia la difficoltà delle gare. Basti pensare che i giovani stranieri vengono da noi per imparare a guidare su asfalto, davvero unici e caratteristici. Questione giovani? Trovo sbagliato balzare immediatamente su una R5 perchè è una vettura molto complicata da interpretare. Meglio partire dalle macchinette per fare esperienza e imparare le traiettorie per poi provare a fare il salto di qualità con un bagaglio più completo.

Perchè in Italia si tende a snobbare la terra?

In Italia le gare su terra sono davvero poche poichè i permessi sono difficilmente reperibili, a differenza delle gare su asfalto. In aggiunta, manca qualcuno che sia in grado di promuovere nel modo giusto i rally su terra, in modo da invitare gli addetti ai lavori ad inserirli all’interno di campionati e trofei. Chi vuole correre su terra purtroppo deve emigrare all’estero, soprattutto chi ha ambizioni importanti.

Hai costruito la tua carriera partecipando a molti trofei monomarca. Perchè stanno scomparendo?

I trofei monomarca sono sempre stati un’iniziativa importante e utile per chi ha un budget scarno, come nel mio caso. Parteciparvi può rivelarsi un ottimo insegnamento perchè il livello è alto e può aiutare a gestir ela pressione per via dei premi in palio. Anni fa si lottava contro venti o trenta equipaggi mentre oggi siamo pochissimi e questo, credetemi, fatico a comprenderlo. I trofei stanno scomparendo e quindi ci sono sempre meno giovani in circolazione, preferendo fare piuttosto la garetta di casa con la R5. Andrebbe rivisto il sistema in pratica.

Quali sono i ricordi più belli della tua carriera?

Senza dubbio la vittoria nel campionato riservato al 2RM nel 2016. Vinsi il titolo nell’ultima prova speciale dell’ultimo rally, dopo una stagione più incerta che mai e davvero combattuta sul filo di lana. La Clio R3C gommata Michelin si rivelò una pacchetto molto competitivo e noi riuscimmo a sfruttare a pieno il suo potenziale, centrando un risultato davvero importante e che ricorerò per sempre.

Hai qualche rimpianto?

Si, ho alcuni rimpianti. Purtroppo anni indietro ho fatto alcune scelte che si sono rivelato poco producenti e che mi tolsero la possibilità di correre nel modo giusto. Errori che tutto sommato però possono starci per uno come me si è formato da solo e senza l’aiuto di un tutor che in qualche modo poteva consigliarmi al meglio nei momenti cruciali.

Sogno nel cassetto?

Il mio sogno nel cassetto sarebbe potermi misurare in terra straniera contro i migliori per capire a che punto sono arrivato. Il pensiero di preparare la gara con soli due passaggi e sfrecciare su strade del tutto conosciute mi dà una carica pazzesca e in parte questo sogno lo vedo avverarsi grazie al vittoria nel trofeo di quest’anno, il cui premio prevede la partecipazione al rally du Var. Non vedo l’ora come potete immaginare!

Chi ti ha impensierito maggiormente in tutte queste stagioni?

Impensierito nessuno, ma sono tanti i piloti con cui ho ingaggiato lotte serrate. Mi vengono in mente i nomi di Andrea Torlasco, Roberto Vescovi, Federico Gasperetti e Riccardo Canzian. Ma se proprio devo dirne uno in particolare, dico Andrea Nucita perchè mi colpirono molto i tempi che faceva segnare a parità di vettura.

 

Ivan desidera ringraziare pubblicamente tutti i navigatori che lo hanno affiancato in questa lunga avventura, Corrado Ghirri della scuderia Best Racing Team e la Gima Autosport con la quale ha ottenuto grandi soddisfazioni.

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