Intervista a Tommaso Ciuffi:"La terra è il vero rally, stagione 2018 quasi perfetta"

Il giovane toscano, dopo una grande stagione, si racconta ai nostri microfoni

Ha soli 24 anni, con i 25 che arriveranno il 24 Novembre, e viene da Firenze.

Tommaso Ciuffi in questa stagione ha davvero vinto qualsiasi cosa riguardante i trofei 208 in Italia, dominando sia nel Peugeot Competition Cup (CIR) che nel trofeo Peugeot Competiton Rally (IRCup), oltre all’aver marcato il successo al Rally Adriatico tra le 2RM e tra gli Junior.

Un terraiolo di razza, figlio dell’ottimo pilota ed istruttore di guida Paolo Ciuffi, al quale attende un’altra grande sfida, quella del pilota ufficiale Peugeot nel CIR Junior 2019, oltre che ad un finale di stagione “con sorprese” in questo 2018, andiamo a scoprire cosa ci ha detto la giovane promessa toscana.

Chi è Tommaso Ciuffi?

Tommaso Ciuffi è un ragazzo che durante la settimana gestisce Cesarino, un ristorante in centro a Firenze, il quale impiega il suo tempo libero per correre in macchina, cercando di costruirsi un futuro in questo magnifica disciplina.

Come nasce la tua passione per i rally?

Credo fosse una passione “obbligata”, con un babbo così prendere il volante in mano era solamente una questione di tempo. Le prime foto le ho mentre gioco con un volante ed una leva del freno a mano, direi che è abbastanza .
Avessi avuto più voglia di studiare forse sarei salito in macchina un po’ prima 😂, ma mio padre mi ha messo il vincolo di prendere la maturità, e solo dopo avrei potuto prendere la patente, non mi faceva neppure guidare.
È stato rigidissimo, credo però che l’aver avuto la fortuna di seguirlo durante le sue innumerevoli gare mi abbia permesso di avvicinarmi a questo ambiente.

Una carriera fin da subito “sterrata”: Ci puoi descrivere il rapporto che hai con questo fondo? Lo ritieni fondamentale per la crescita di un giovane pilota?

Inutile dire che la mia prima gara è stata appunto sulla terra; il mio è stato un percorso fortemente voluto da mio padre il quale ritiene che la neve e la terra siano gli step di partenza per chi vuole approcciarsi all’agonismo.
Successivamente abbiamo lavorato anche sull’asfalto, ma solo dopo aver raggiunto un buon livello sullo sterrato.
Personalmente penso di sì, la terra aiuta sicuramente a formare la guida e permette di aumentare il controllo della vettura, poi se ci affacciamo fuori dall’Italia, lo sterrato prevale in quasi tutti i paesi.

Dopo una stagione di alti e bassi, hai trionfato sia nel trofeo Peugeot Competition Cup che nel trofeo Peugeot Competiton Rally, a bordo di una Peugeot 208 R2B: Come reputi il tuo 2018? Com’è stata la sensazione della vittoria Junior al Rally Adriatico?

Sì diciamo che è stata una stagione iniziata benissimo, con una fase centrale decisamente negativa ma con un finale che ci ha ripagati degli sforzi fatti in tutto l’anno.
Se non fosse stato per alcuni episodi durante metà anno che ci hanno condizionato parecchio l’avrei sicuramente definita come perfetta; nonostante questo siamo comunque soddisfatti di essere riusciti a portare a casa i trofei messi in palio dalla casa del Leone.
L’Adriatico è stato un punto fondamentale per la nostra stagione perché ci ha permesso di tornare in testa al trofeo Peugeot e di dimostrare che sarebbe stato possibile portare fino al Due Valli la lotta per lo Junior.
Purtroppo invece il problema meccanico a Roma non ci ha permesso di lottare fino alla fine, ma si sa, this is rally.

Con circa 40 gare in quattro anni, hai avuto la possibilità di correre con MG ZR N1, Ford Fiesta R2, Peugeot 208 R2, Peugeot 207 S2000 e con Skoda Fabia R5: Quale di queste ti ha dato più emozioni? Con quale ti sei divertito di più?

Non ti nascondo che la 208 R2B mi ha dato decisamente tanto, anche perché pensiamo di essere arrivati ad un buon livello sia di setup che di confidenza con la vettura.
Nonostante ciò la 207 S2000 è la vettura che mi ha sicuramente emozionato di più.

Verso fine 2017, hai corso un’ottimo Rally Val D’Orcia terra a bordo della Peugeot 207 S2000 by Munaretto Sport, vincendo la classe: Ci racconti questa esperienza?

E’ stato un po’ un “premio” di fine stagione e non ti nascondo che eravamo curiosi di capire a che livello fossimo con un quattro ruote motrici.
Se non ricordo male finimmo settimi assoluti in mezzo alle vetture di classe R5 che si giocavano il trofeo Terra, e forse non potevamo chiedere di meglio per il nostro debutto su quattro ruote .

Terra o asfalto?

Naturalmente terra. 😁 ma non ti nascondo che durante il corso della stagione l’asfalto ha iniziato a piacermi ed anche a regalarmi delle gioie.

Quali sono i tuoi progetti futuri in chiave 2019? Come vedi la tua opportunità dell’anno da ufficiale Peugeot?

Sinceramente non sappiamo ancora niente, e secondo il programma che sarà, probabilmente lo Junior, non nascondiamo che se fosse possibile ci piacerebbe abbinare alcune uscite spot per crescere e guardare al nostro futuro, come si dice, work in progress.

Penso sia una grandissima opportunità e credo che sia il sogno di chiunque poter correre con un team ufficiale, e non possiamo che essere contenti ed orgogliosi di avere questa opportunità.
Un grazie in anticipo a Peugeot, a tutti coloro che mi hanno permesso di realizzare questo traguardo, per primo a mio padre assieme al mio compagno di abitacolo Nicolò, e so benissimo però che è da qui che inizia il bello!

Che ne pensi della scelta probabilmente di ridurre ad un solo rally su terra il Campionato Italiano Rally?

Personalmente, da amante della terra, credo sia un vero peccato. Trovo che la vera essenza dei rally sia la terra, sia per quanto riguarda la guida ed il divertimento per noi che guidiamo sia per quanto riguarda lo spettacolo verso il pubblico, poi la terra secondo me rappresenta il fondo che avvicina di più il pubblico a questa disciplina.

Il problema di molti talenti italiani che non sono riusciti a sbocciare è stato la paura dell’andare all’estero: Che ne pensi?

Ho avuto la fortuna di prendere parte a due gare del trofeo Peugeot in Francia; poi per scelta didattica abbiamo preferito tornare in Italia per cercare di essere realmente competitivi su asfalto, dove fino a quel momento avevo solamente una gara.
Trovo che, oltre ad essere gare davvero belle, siano davvero molto formative in termini di descrizione della strada, e quindi di stesura note.
Con un solo passaggio di ricognizioni  sulla macchina da gara devi essere molto concentrato e sicuro di cosa scrivi dovendo poi fidarti al 100% delle note.
Esperienza per l’equipaggio non facile oltre che formativa.

Grazie per la disponibilità ed un saluto da tutta la redazione di Rallyssimo.it

Grazie a voi per la disponibilità e ci vediamo sulle prove speciali, magari chissà ancora una volta in questo finale di stagione, con una sorpresa, forse sorpresona, chissà, mai dire mai. 😜
Vorrei cogliere l’occasione per ringraziare tutti i nostri partner che credono in noi, Aci Team Italia e Pirelli per il supporto durante la stagione, la Città di Firenze per l’importante Onorificenza e le nostre scuderie (CST Sport, Jolly Racing Team e Porto Cervo Racing).

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