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WRC 2022 – Nuove regole: le novità da sapere

Il direttore FIA per i rally Yves Matton ci spiega quali sono le ultime novità sul nuovo regolamento previsto per il 2022

Si è parlato molto del nuovo regolamento previsto per il WRC a partire dal 2022, con la federazione che sembra intenzionata ad “imporre” la tecnologia ibrida anche per il mondiale rally.

Diverse le opinione espresse dai protagonisti in via più o meno ufficiale, e a spiccare su tutte sono state sicuramente quelle sulla sicurezza, lanciate del belga Thierry Neuville, e sui costi, portate in primo piano dal gran capo di M-Sport Malcom Wilson.

In settimana sono arrivate le dichiarazioni del direttore FIA per i rally Yves Matton. L’ex capo di Citroen Racing ha rilasciato ai colleghi di Dirtfish.com una interessante intervista sulle novità e sui prossimi passi da compiere per definire il nuovo regolamento. Ve la riportiamo di seguito.

Yves, ci puoi aggiornare sulle tempistiche in vista del 2022?

Entro febbraio 2020 avremo le offerte dai fornitori per il kit ibrido, che includerà la batteria, il motore elettrico, tutto. Il mese dopo decideremo chi sarà a fornire i kit. Chiederemo poi a maggio ai costruttori di sottoscrivere le specifiche, o al massimo entro il consiglio mondiale in giugno. Sempre in giugno avremo l’approvazione del nuovo pacchetto sicurezza deliberato dal consiglio.

Ci puoi dire qualcosa in più riguardo al pacchetto sicurezza?

Tutti i costruttori hanno iniziato a lavorare sulla propria cellula di sicurezza e sugli altri elementi, come la posizione del sedile e roba simile. Tutti i team si sarebbero trovati a spendere un sacco di soldi per qualcosa che sarebbe stato alla fine molto simile per tutti, e ci hanno quindi chiesto di produrre un singolo pacchetto sicurezza uguale per tutti. Questo vuol dire che dovremo fare un solo crash test. Per fare questo sappiamo che ci vorranno altri tre mesi extra. Stiamo lavorando su questo.

Quindi sarà la FIA a produrre la cellula di sicurezza?

No. Progetteremo la cellula e forniremo le specifiche.

Quindi indipendentemente dall’auto in cui ci troveremo la cellula avrà lo stesso aspetto?

Sì, corretto.

Le tempistiche si sono un po’ allungate? Siamo in ritardo con queste nuove regole?

Come ho spiegato prima, lavorare sulla cellula di sicurezza vuol dire che impiegheremo tre mesi in più e quindi sì, le tempistiche si sono un po’ allungate. Siamo probabilmente un mese in ritardo rispetto al kit ibrido.

Quanto siete fiduciosi che i team sottoscriveranno le nuove regole?

Abbiamo feedback positivi dai costruttori su questa nuova macchina e non c’è nulla che possa indicare che non avremo il loro supporto. Siamo veramente vicini. Ci sono ancora un paio di punti su cui lavorare, ma il feedback è positivo. Ma capita che uno vada in chiesa a sposarsi e scopra che la moglie è scappata via. Sono fiducioso.

Avete un piano B se non saranno d’accordo?

Non c’è un piano B al momento. Come ho detto, sono fiducioso che troveremo l’accordo.

Quanto costeranno queste nuove macchine?

Il prezzo target è 500’000 €. Vorremmo ridurre di un 40% il costo delle attuali, ma sembra riusciremo ad arrivare al 35%.

Non si può imporre un costo massimo?

E’ complicato da fare…

Questo è il vostro campionato, non potete forzare i team a vendere le auto ad un prezzo fisso con la stessa filosofia delle auto WRC2?

Ci abbiamo pensato, ma non possiamo farlo. Ci sono delle implicazioni legali.

Dobbiamo ridurre il costo delle auto non solo per attirare nuovi costruttori, ma anche per far restare gli attuali, e pianificare un business case solido per i team che vogliono vendere le loro auto. Dobbiamo rendere il campionato sostenibile.

Quante macchine potremmo vedere nel 2022?

Vorrei vedere quattro macchine per ogni costruttore.

Come farete a fare questa riduzione dei costi?

Stiamo lavorando sul costo di alcuni particolari tecnici, e sicuramente per qualcosa useremo la stessa filosofia delle R5, o WRC2 a seconda di come vogliamo chiamarle.

Vorremmo poi limitare le scelte che si possono fare su alcuni componenti: più i team vengono lasciati liberi e più si impegnano in ricerca e sviluppo, test, produzione. Il costo è altissimo per tutto questo. L’idea è di ridurre il numero di componenti. Insieme a questo faremo attenzione su quali componenti potranno essere sostituiti ad ogni gara.

Dobbiamo guardare alle varie parti della macchina e confrontare le attuali WRC con le WRC2. Se un pezzo può essere utile da sviluppare poi per un utilizzo commerciale allora può essere un conto, ma se non lo ha allora perchè andare a perderci dei soldi?

Per esempio il costo del serbatoio per le attuali WRC è molto più alto che per le R5, ma ha la stessa funzione. Perché spendere di più? Non è qualcosa che poi attira l’attenzione della gente. E l’idea è la stessa ad esempio per gli ammortizzatori: la dentro c’è molta tecnologia, ma ne abbiamo veramente bisogno?

Anche i materiali usati sono sulla nostra lista, e anche il kit aerodinamico. Vogliamo mantenere la stessa filosofia dell’attuale kit, ma vogliamo usare meno parti. Il diffusore è un buon esempio: vista la posizione che ha, è un qualcosa che capita di sostituire ad ogni assistenza e questo è molto dispendioso. Lo stesso per quanto riguarda i flap anteriori. Abbiamo qualche idea su come potremmo salvare più soldi su questo.

Elfyn Evans

Cosa vuoi dire alla gente che pensa che le World Rally Cars debbano essere la massima espressione della tecnologia?

Abbiamo bisogno della tecnologia, ed è molto importante darne dimostrazione. Vogliamo che questo sport sia un laboratorio. Ma non abbiamo bisogno di spendere un sacco di soldi per qualcosa che poi non possa effettivamente portare benefici dal punto di vista del marketing.

Quali sono i requisiti specifici del sistema ibrido in termini di performance e di utilizzo?

Il sistema ibrido, come sapete, sarà controllato dalla FIA per i primi tre anni. Il sistema verrà utilizzato anche durante le prove speciali, già da inizio 2022. Come lo faremo? Ci stiamo lavorando. La richiesta di poter utilizzare il sistema in prova è stata fatta dai team.

L’utilizzo sarà disponibile in alcuni precisi momenti, non sappiamo ancora quali, ma stiamo pensando ad alcune “speed zone” o qualcosa del genere. Dobbiamo stare attenti su come consentiremo l’utilizzo di questo extra di potenza. Durante i trasferimenti vorremo che il sistema possa essere utilizzato all’interno di paesi e città: stiamo pensando per un range di 10-12 chilometri.

Quanto saranno veloci queste macchine?

Vogliamo raggiungere la performance attuale.

Se un motore da gara costa attualmente 150’000 € e un motore R5 costa 30’000 €, come farete ad avere la stessa performance?

Potremmo spendere altri 10’000 € su quello R5, probabilmente sul turbo e roba simile e arrivare ad avere performance simili. Anche se dovessimo usare più motori durante l’anno, sarebbe comunque più economico. E’ troppo importante mantenere basso il costo di queste nuove auto, ed è qualcosa su cui stiamo lavorando tutti duramente. C’è molta cooperazione e stiamo facendo buoni progressi. Non è uno scherzo quando vi dico che ci stiamo ritrovando una volta a settimana a Ginevra per mettere a punto questa nuova World Rally Car.

Credit: dirtfish.com

 

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