Apricale, il borgo medievale che unisce arte e motori - Luoghi di rally

Andiamo a rivivere uno dei tanti luoghi che hanno scritto la storia dei rally

Non scopriamo di certo noi il fascino dell’Italia e dei suoi panorami. Quello che vogliamo da questa nuova rubrica “Luoghi di Rally” è farvi scoprire (o riscoprire) luoghi all’apparenza non troppo famosi ma che per i rally hanno un significato importante. Posti, vicoli, curve e passaggi in cui si sono scritte pagine importanti e in cui ancora oggi (talvolta) si corre e dove ogni giorno si continua a respirare rallismo, storia e passione.

Questa sera vi racconteremo di Apricale, pregevole borgo medievale situato nell’entroterra ligure di Ponente e bagnato dal torrente Merdanzo. Il profumo delle olive, l’ottima cucina tipica e il calore ospitale della gente locale rende questo piccolo paese una meta appetibile per chi ama il relax e la natura. Per quanto riguarda invece il Motorsport, Apricale è senza dubbio uno dei numerosi luoghi leggendari che il Sanremo iridato ha offerto al popolo dei rally.

Apricale: la storia

Apricale (Avrigâ o Brigar in ligure, Bligal nella variante locale) è un comune italiano di 629 abitanti della provincia di Imperia, in Liguria. Il suo territorio è costituito da una superficie territoriale di 19,94 km² e confina a nord con i comuni di Pigna e Castel Vittorio, a sud con Perinaldo, ad ovest con Isolabona e Dolceacqua, ad est con Bajardo e Sanremo.

Così lo presenta Wikipedia:

Il borgo medievale di Apricale è situato nell’entroterra di Bordighera, nella valle del torrente Merdanzo, affluente del Nervia, a 13 km dalla costa della Riviera di Ponente. Sullo sfondo è visibile il Monte Bignone (1.299 m.). L’origine del borgo sembrerebbe risalire all’età del bronzo, grazie ai ritrovamenti di tumoli sepolcrali in località Pian del Re (nel dialetto locale Cian deu Re). Altri ritrovamenti invece farebbero risalire una prima frequentazione del territorio al periodo pre-romano.

Ufficialmente il borgo venne fondato intorno al X secolo dai conti provenienti da Ventimiglia e furono quest’ultimi ad erigere in tale secolo il Castello della Lucertola, dove poi si svilupperà e amplierà il borgo apricalese. La prima attestazione scritta è risalente al 1092 (con il nome di Aurigallus), mentre al 1210 è attestata una forma di organizzazione comunale, retta da locali consoli.

Dal XIII secolo si verificarono i primi acquisti di terre e diritti da parte di alcuni nobili genovesi, per lo più per riscattare i debiti contratti dai conti di Ventimiglia verso Genova. In particolare, al 1272 è menzionata negli annali storici l’occupazione di Apricale e del locale castello da parte di un tal Gianella Avvocato con l’aiuto della locale fazione guelfa e l’appoggio della Famiglia Grimaldi. Nell’anno successivo la fazione ghibellina riuscì tuttavia a riprendere il controllo del territorio apricalese e a restituirlo alle dipendenze ventimigliesi. Furono gli stessi Conti di Ventimiglia, nel 1267, a concedere nuovi statuti e capitoli alla comunità di Apricale considerati, quest’ultimi, tra i più antichi della Liguria. Nel 1805 Apricale passò nel nuovo distretto di Sanremo, ma alla caduta del Primo Impero francese, nel 1815, tornò al Regno di Sardegna come stabilito dal Congresso di Vienna e, successivamente, nel Regno d’Italia dal 1861. Dal 1973 al 30 aprile 2011 ha fatto parte della Comunità Montana Intemelia.

La presenza di un veliero nello stemma comunale, alquanto curiosa per un borgo medievale arroccato nell’entroterra, si spiega con la storica collaborazione tra il paese e i cantieri navali della costa. Dai boschi di Apricale proveniva infatti il legname per la costruzione delle navi della flotta della Repubblica di Genova.

Credits: beniculturalionline.it

Apricale nei rally

Un tratto assai tecnico composto da una moltitudine di curve con differente ampiezza e che si susseguono ininterrottamente, capace di richiamare un numero incredibile di pubblico assiepato ovunque.

Di seguito il percorso della prova speciale nella stagione 1989, grazie al sito www.rally-maps.com. In quell’edizione gli equipaggi iscritti al rally di Sanremo la percorsero due volte (p.s 27/33), partendo dalla cittadina di Perinaldo e concludendo il tratto cronometrato alle porte di Bajardo. In mezzo il transito per l’inversione di Apricale, ove le spazzolate non sono mai mancate.

Dopo l’edizione del 2003, il Sanremo esce dal calendario del campionato iridato e viene inserito di conseguenza nel CIR. La scena internazionale però non tarda a rientrare nella Città dei Fiori, grazie all’introduzione della gara ligure prima nel neonato IRC e successivamente nell’ERC. Suggestiva la stagione del 2013, ove Apricale è ancora parte integrante. Lungo la p.s.2 le vetture partivano nuovamente da Perinaldo per fermare il cronometro a Bajardo, mentre la p.s.4 “Ronde” partiva da San Romolo, passava da Apricale e Bajardo, giungeva al famoso Passo Ghimbegna e terminava a Badalucco.

Ben 55 km da percorrere interamente di notte, con i fasci di luce della fanaleria supplementare che squarciano il buio e riscaldano il cuore del pubblico, come dimostra l’immagine sottostante:

 

E ora gustiamoci qualche passaggio offerto dai big dell’Europeo ed Italiano. Curiose le traiettorie dei piloti disegnate per affrontare questa inversione caratterizzata da una “gobba” interna e che chiude alla muraglia.

Apricale raccontata da chi l’ha affrontata

Abbiamo chiesto al grande Adartico Vudafieri il tratto cronometrato che porta alla mitica inversione di Apricale. Lui che nell’edizione del Sanremo 1978 sfiorò una vittoria che sarebbe stata clamorosa contro la Lancia Stratos ufficiale di Markku Alen.

La prova speciale che da Apricale sale fino a Bajardo la definirei semplicemente stupenda. La strada è davvero molto stretta, simile a quella del Tour de Corse, e caratterizzata da moltitudine di curve raggruppate.

Ricordo che in salita percorrere quel tratto con la Lancia Stratos fu una vera goduria poichè, avendo il passo molto corto, si verificò l’auto ideale. Allo stesso tempo però richiedeva molto impegno nel guidarla perchè era assai sovrasterzante e con il posteriore molto largo vi era il pericolo di toccare e rompere una sospensione. La discesa invece era alquanto sporca e non permetteva alcuna distrazione: il minimo errore si sarebbe pagato caro ed io, purtroppo, ne so qualcosa. Al Sanremo del 1978 partecipai infatti con la Lancia Stratos griffata Jolly Club e vidi sfumare la vittoria proprio in quel tratto, all’ultima notte. Eravamo in testa fin dalle prime battute di gara, salvo poi lasciare strada a Markku Alen in seguito ad una nostra uscita di strada. Una grande amarezza e che ancora oggi mi lascia un grande dispiacere perchè niente e nessuno avrebbe potuto battermi.

Impossibile poi dimenticare il calore del pubblico, con i suoi striscioni e incitamenti in cui principalmente si leggeva “Dai Vuda” o “Forza Vuda”. Ricordo che gli appassionati erano un numero indescrivibile, assiepati ovunque, e componevano delle vere e proprie tribune umane nelle zone chiave del percorso. Si tratta di sensazioni inspiegabili se non si vivono in prima persona ed io, con tutta onestà, mi reputo davvero fortunato ad aver avuto la possibilità di guidare auto passate alla storia in quei contesti ed aver respirato quel clima che ha reso grande il mondo dei rally.

Segreti per fare il tempo? Nessuno, serve solo tenere giù il piede. Nella prova di Apricale, specialmente di notte, non è consentito al pilota rilassarsi per via delle tante curve in successione e con il rischio di toccare dietro l’angolo. E’ importante rimanere concentrati dall’inizio alla fine e mantenere un ritmo alto e costante alla guida per limitare l’errore.

Apricale oggi

L’economia di Apricale si basa principalmente sull’agricoltura e sul turismo. In questo borgo si produce infatti olio di oliva, di origine rigorosamente taggiasca, e  vino di uva rossese.

Lungo una stretta via medievale sorge la biblioteca comunale, mentre all’interno del locale castello apricalese si trova il Museo della storia di Apricale in cui sono conservati documenti e reperti storici (tra cui i celebri Statuti apricalesi del 1267). Il 29 maggio e 4 luglio 2002 il Comune di Apricale ha conseguito la certificazione del proprio sistema di gestione ambientale conformemente alla norme ISO 14001 e ISO 9001, oltre ad avere ottenuto un attestato OHSAS 18001 per la sicurezza. Il comune fa parte del circuito dei Borghi più belli d’Italia e insignito della Bandiera arancione dal Touring Club Italiano.

Ogni anno vengono organizzate mostre fotografiche, scultoree e pittoriche all’interno del Castello della Lucertola. L’antistante piazza, cuore del borgo apricalese, ospita diversi eventi locali quali la Festa dell’olio nuovo, la Festa della primavera, la Festa di San Valentino e la Sagra della pansarola (frittella dolce, ndr)durante la seconda domenica di settembre.

Dal 1990, ogni estate, le strette vie del borgo medioevale ospitano la rassegna di teatro itinerante … E le stelle stanno a guardare”, del Teatro della Tosse. Ogni agosto attori, registi e maestranze del teatro genovese mettono in scena uno spettacolo a stazioni sempre nuovo, del quale beneficiano circa 1200 spettatori a sera. La tradizione, iniziata da Tonino Conte ed Emanuele Luzzati, prosegue oggi con Emanuele Conte e Amedeo Romeo. Dal 2014 , inoltre, Apricale è sede della manifestazione “Apricale Tango”, che nella prima settimana di gennaio richiama numerosi appassionati di tango argentino con eventi, serate danzanti e spettacoli. Tra le architetture e opere d’arte meritano la citazione per bellezza e storia il Castello della Lucertola, la Chiesa parrocchiale della Purificazione di Maria Vergine, la Chiesa di Santa Maria degli Angeli, la Chiesa di Sant’Antonio e l’Oratorio di San Bartolomeo. Insomma, davvero niente per un comune dalle dimensioni così ridotte.

E ora vi proponiamo una visione dall’alto di Apricale, sperando di farvi godere della sua più totale bellezza e maestosità.

Credits: Italian-riviera.com

Se hai qualche immagine, video o aneddoto legato ad Apricale segnalacelo nei commenti o sui social e saremo felici di integrare questo articolo!

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