WRC: La nostra intervista al pilota russo Nikolay Gryazin

Quattro chiacchiere prima della partenza del Rally Italia Sardegna

A pochissimi giorni dall’inizio del Rally Italia Sardegna, in programma dal 3 al 6 giugno sulle strade sterrate dell’isola, abbiamo avuto l’occasione di intervistare uno dei piloti russi più forti degli ultimi anni, Nikolay Gryazin.

Ma conosciamo un po’ nel dettaglio la storia di questi ragazzo di Mosca di 23 anni.

Dagli esordi al WRC

Nikolay ha iniziato la sua carriera da pilota nel 2015 con una Peugeot 208 R2 nel campionato lettone, così come molti altri giovani talenti (come Kalle Rovanpera o Oliver Solberg). Nel 2016 ha corso nelle classi ERC-3 e Junior del Campionato Europeo, concludendo la stagione rispettivamente al quarto e al settimo posto. La stagione successiva in ERC si è conclusa con un settimo posto nella classe principale e, 2018, ha chiuso il Campionato al secondo posto, alle spalle del connazionale Alexey Lukyanuk.

Nel 2019 ha esordito nel WRC, sempre a bordo di una Škoda Fabia R5 della SRT (il team di “famiglia” con sede a Riga), chiudendo la stagione al quarto posto nella classe WRC2. Nel 2020 ha gareggiato, sempre nel Campionato WRC2, come pilota della scuderia Hyundai Motorsport N.

La stagione 2021

La stagione WRC2 di quest’anno lo ha visto passare dalla i20 alla Polo e conquistare un terzo posto all’Arctic Rally Finland, si è dovuto invece accontentare di un quarto e di un quinto posto rispettivamente al Rally Portogallo e al Rally Montecarlo. Podio mancato, invece, al Rally Croazia, a causa di un errore del pilota che lo ha coinvolto in un incidente. Nonostante qualche problema meccanico e qualche errore di troppo, Nikolay ha più volte dimostrato di avere il passo dei primi della classe, il che è particolarmente importante quando questi sono piloti del calibro di Mikkelsen, Ostberg, Lappi (tutta gente che ha vinto gare in WRC!).

Gryazin sarà presente tra pochi giorni al Rally Italia Sardegna a bordo della sua Volkswagen Polo GTI R5 della scuderia Movisport, anche se non sarà iscritto in WRC2 (ogni pilota può selezionare solo un numero limitato di gare come valide per questa classifica). Vediamo le sue impressioni per questa gara e per il campionato in corso.

Come sono andate le prime gare del campionato WRC2?

Non male, a volte stavamo mostrando un buon ritmo, ma abbiamo commesso alcuni errori che ci hanno fatto scendere dal podio.

Quali sensazioni hai per il Sardegna? A quale risultato punti?

Cercherò di mostrare un buon ritmo e spero di non avere alcun tipo di problema. Penso che il bel tempo sia una costante di questa gara ed è una cosa positiva così come il calore delle persone, che sono così gentili qui.

Con quale vettura R5 ti trovi meglio? Lo scorso anno hai corso con la i20, perché sei passato alla Polo?

Non posso rispondere a questa domanda, perché non è educato dire quale marca sia migliore 🙂

Su questa domanda il giovane pilota russo è molto diplomatico, ma sicuramente prima di passare dalla i20 alla Polo (scartando anche la Fabia, che conosce molto bene) avrà fatto le sue valutazioni!

Hai corso con Jaroslav Fëdorov per parecchi anni, perché hai cambiato navigatore a metà dello scorso anno?

Ho deciso di provare un altro ragazzo come navigatore per vedere cosa potremmo costruire dall’inizio.

Nei test pre Arctic hai avuto l’occasione di guidare la Ford Fiesta WRC di M-Sport, com’è andata?

Guidare una vettura WRC Plus è molto più facile rispetto alla classe R5 ed è davvero divertente.

Come ti sei appassionato al mondo del rally?

Mio padre era un pilota e pure mio fratello. Così è arrivato il mio turno: a 16 anni ho corso il mio primo vero rally su una vettura R2.

Chi è il tuo pilota preferito?  C’è un pilota russo a cui ti ispiri?

Il mio pilota preferito è Kajto Kajetanowicz ma il pilota russo a cui mi ispiro è Alexey Lukyanuk

Quali sono i tuoi obiettivi per quest’anno?

Cercare di mostrare un buon ritmo e vincere alcuni rally.

Ringraziamo Nikolay per la disponibilità e non ci resta che seguirlo in questa quinta gara WRC della stagione, sicuri che come sempre non si risparmierà sugli sterrati sardi.

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