DAKAR

La Dakar 2017 è finita quasi da una settimana e, oltre a tutti gli equipaggi giunti al traguardo, uno in particolare merita elogi ancora più pronunciati. Non per la posizione finale (una modesta trentaseiesima piazza) ma per i mezzi tecnici con cui ha condotto questa impresa.

 

 Anche quest’anno la Dakar è terminata e dopo aver parlato in lungo e in largo dei protagonisti mondiali, avviciniamoci a casa e parliamo anche dei nostri equipaggi italiani che erano impegnati in questa tremenda impresa, quest’anno chiamata L’Odissea. Andiamo dunque a raccontare il finale di gara del nostro equipaggio composto da Scandola-Fossà che, con vanto, ha concluso l’impresa al 57esimo posto.

Obbiettivo raggiunto! Quando dal parco partenza di Asuncion anche il solo pensiero di arrivare era un qualcosa da dire solo sottovoce e con molto rispetto ora finalmente si è materializzato in una splendida realtà: arrivati e classificati in 57^ posizione assoluta.

La trentottesima edizione della Dakar è appena andata in archivio, con la tredicesima vittoria di Stephane Peterhansel tra le auto, il successo di Sam Sunderland tra le moto, di Sergey Karyakin tra i quad e di Eduard Nikolaev nei camion.

Decisione dettata dal buon senso e fair play quella dei giudici della Dakar. Gli “arbitri” di gara, una volta terminata la tappa n°10 che aveva visto trionfare Sebastien Loeb portandolo in vetta alla classifica generale sul compagno di squadra Stephane Peterhansel, hanno deciso di restituire il tempo perso dal campione in carica per soccorrere il pilota moto Marcic che egli stesso aveva investito costandogli una perdita di tempo di 5′,50″.

Come detto ieri, la Dakar non è solo gara, piloti dai grandi nomi mondiali, ma anche realtà nostre, realtà coi nostri colori verde bianco rosso, persone che tentano questa impresa. Se ieri abbiamo presentato la manifestazione secondo l’equipaggio Scandola, oggi siamo a presentarvi la splendida impresa del tenace Gianluca Tassi, pilota disabile che sta correndo una Dakar straordinaria a bordo della sua Ford Raptor, facendosi trovare al giro di boa tra i primi 50 piloti.