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33° Rally Adriatico, il CIRT torna nelle Marche: percorso compatto e sfide tutte da seguire

Tutte le caratteristiche del prossimo appuntamento del campionato italiano rally terra

Il 23 e 24 maggio il Rally Adriatico tornerà a prendersi la scena sulle strade sterrate delle Marche. La gara organizzata da PRS Group, con base ancora una volta a Cingoli, si prepara a vivere la sua 33ª edizione con un programma intenso, due validità tricolori e un percorso rivisto in chiave più compatta, pensato per esaltare la sfida sportiva e contenere allo stesso tempo i costi per gli equipaggi.

La chiusura delle iscrizioni è fissata per mercoledì 13 maggio, mentre il weekend di gara entrerà nel vivo tra sabato 23 e domenica 24 maggio. In palio ci saranno punti pesanti per il Campionato Italiano Rally Terra, sia per le vetture moderne sia per le storiche, queste ultime inserite nella denominazione 6° Rally Storico del Medio Adriatico. Alla validità tricolore si affianca anche quella per la Coppa Rally di 6ª Zona, oltre ai trofei Michelin e Pirelli Accademia.

Una gara che resta legata al territorio

Il Rally Adriatico conferma il suo rapporto profondo con il territorio marchigiano. Il quartier generale sarà ancora a Cingoli, ma il percorso coinvolgerà anche i comuni di Gagliole e San Severino Marche, in un’area che unisce sterrati tecnici, paesaggi collinari e borghi dal forte valore identitario.

Cingoli, conosciuta come “il Balcone delle Marche” per la sua posizione panoramica a oltre 600 metri d’altitudine, arriva a questa edizione con un riconoscimento importante: il borgo è stato infatti incoronato vincitore de “Il Borgo dei Borghi 2026”. Un titolo che dà ulteriore visibilità a un centro storico medievale ricco di fascino, tra palazzi nobiliari, scorci panoramici e luoghi simbolo come la collegiata di Sant’Esuperanzio.

Accanto a Cingoli, anche Gagliole e San Severino Marche avranno un ruolo centrale. Gagliole porta in dote il carattere autentico dell’entroterra maceratese, tra paesaggio rurale, tracce medievali e strade immerse nelle colline. San Severino Marche, invece, aggiunge il peso della sua storia e del suo patrimonio artistico, con la celebre Piazza del Popolo ellittica e porticata e il legame tra città alta medievale e città bassa.

Tre trofei nel ricordo di Roggia, Montanari e Dini

Anche l’edizione 2026 del Rally Adriatico assegnerà tre riconoscimenti speciali dal forte valore simbolico.

Il Trofeo Loris Roggia, dedicato al copilota scomparso nel 2003 al Rally del Salento e per anni collaboratore nelle gare PRS Group, verrà consegnato al primo copilota classificato.

Il Trofeo Enrico Montanari ricorderà invece una figura di riferimento della CMA antincendio, realtà impegnata con grande professionalità nei servizi di decarcerazione nelle gare italiane. Il premio sarà assegnato al primo classificato tra le vetture a due ruote motrici.

Spazio anche al Trofeo Andrea Dini, istituito da PRS Group nel 2017 in memoria del giovane pilota di motocross scomparso in gara nella primavera di quell’anno. Come da tradizione, il riconoscimento andrà all’equipaggio autore del miglior tempo assoluto sull’ultima prova speciale.

Un percorso compatto, ma molto tecnico

Il Rally Adriatico 2026 proporrà un format concentrato ma tutt’altro che semplice. Sono previste 9 prove speciali complessive, con tre tratti cronometrati da ripetere tre volte, per un totale di 96,630 chilometri competitivi su un percorso globale di 302,240 chilometri.

Una scelta pensata per rendere la gara più compatta e sostenibile, senza però togliere nulla al livello tecnico. Anzi, il mix tra prove storiche, tratti rivisti e una speciale completamente inedita promette una gara selettiva, dove ritmo, gestione e capacità di adattamento potranno fare la differenza.

“Dei Laghi”: il classico che non perdona

La prova “Dei Laghi”, lunga 10,200 chilometri, rappresenta uno dei passaggi storici del Rally Adriatico. Il tracciato propone un avvio medio-veloce in leggera salita, seguito da un falsopiano e da una sequenza di curve in discesa con continui cambi di pendenza.

Uno dei punti più spettacolari sarà l’innesto terra/asfalto/terra a fondovalle, prima che la prova torni a salire con un andamento ancora medio-veloce. La parte centrale alterna rettilinei e curve rapide, con una chicane di rallentamento, mentre nel finale il tracciato rientra nel bosco prima dell’ultimo tratto verso il fine prova.

Il fondo liscio e compatto, unito alla velocità media elevata e alla buona visibilità in diversi punti, renderà questa speciale una delle più belle ma anche una delle più selettive dell’intero rally.

“Castel Sant’Angelo”: breve, ritmata e insidiosa

La prova “Castel Sant’Angelo”, di 7,050 chilometri, riprende per circa due terzi la speciale di Santo Stefano utilizzata negli ultimi anni, ma introduce una parte iniziale nuova, assente da tempo nel percorso della gara.

Si partirà nei pressi di Castel Sant’Angelo con un tratto tortuoso e a carreggiata stretta in discesa verso il Lago di Cingoli. Da lì il percorso salirà verso Santo Stefano con una sezione più larga, medio-veloce e molto ritmata. In prossimità del borgo è prevista una spettacolare inversione destra, prima della discesa verso Agello, dove gli equipaggi dovranno affrontare anche un ponticello senza sponde particolarmente impegnativo.

Nonostante il chilometraggio inferiore rispetto alle altre prove, sarà una speciale da non sottovalutare: serviranno precisione, concentrazione e una lettura molto pulita del ritmo.

“Prati di Gagliole”: la novità che può decidere la gara

La grande novità dell’edizione 2026 sarà la prova “Prati di Gagliole”, lunga 14,960 chilometri. Sarà la speciale più lunga del rally e, nell’ultimo passaggio, avrà anche il ruolo di Power Stage.

Il via sarà posto nei pressi di Chigiano, con una prima parte medio-veloce su carreggiata abbastanza larga. Dopo il passaggio nella zona del borgo abbandonato di Valdiola, la prova inizierà a salire verso i Prati di Gagliole su una strada più stretta e ondulata, ma sempre molto ritmata.

Uno dei tratti più scenografici sarà quello all’interno di una cava, prima di raggiungere la sommità dei Prati di Gagliole e affrontare una discesa medio-veloce, molto spettacolare e quasi completamente a vista. Il ritmo resterà alto fino alla deviazione dalla strada per Gagliole, dove inizierà un falsopiano con fondo differente rispetto al resto della prova. Negli ultimi chilometri, nuova discesa su carreggiata stretta verso Stigliano.

Si tratta di una prova difficile da interpretare, con cambi di ritmo continui e caratteristiche molto diverse tra loro. Proprio per questo potrebbe diventare il punto chiave della classifica finale.

Il programma del 33° Rally Adriatico

Le operazioni preliminari inizieranno già giovedì 21 maggio con la distribuzione dei road-book presso la segreteria rally. Venerdì 22 maggio spazio alle ricognizioni autorizzate, alle verifiche sportive e alle verifiche dedicate alle vetture storiche.

Sabato 23 maggio sarà la giornata delle verifiche tecniche, delle prove libere e delle qualifiche per le vetture Rally2, seguite dallo shakedown per gli altri concorrenti e per le auto storiche. Alle 19:00 è prevista la cerimonia di partenza da Viale Valentini a Cingoli.

Domenica 24 maggio la gara scatterà alle 7:30 dal parco assistenza. Gli equipaggi affronteranno le nove prove speciali in programma, prima dell’arrivo previsto alle 17:00 sempre in Viale Valentini, a Cingoli. La premiazione, sub judice, si terrà alle 17:30 sul palco d’arrivo.

Il Rally Adriatico si prepara quindi a un’edizione molto interessante: compatta nella struttura, tecnica nel percorso e ricca di significato per i campionati italiani su terra. Una di quelle gare dove la classifica difficilmente nasce per caso. E sugli sterrati marchigiani, come spesso accade, il cronometro non farà troppi complimenti.

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