Skip to content Skip to sidebar Skip to footer
Tempo

4 MIN

54° San Marino Rally: lo sport ostaggio di qualche cittadino

La pubblicazione delle prove speciali fa insorgere qualche cittadino con un tempismo piuttosto strano

Come ormai accade ogni anno, eccoci a percorrere il medesimo copione.

Manca sempre meno al via del 54° San Marino Rally, che vedrà gli equipaggi in azione dal 19 al 20 giugno sulle strade della Repubblica di San Marino e sulle strade marchigiane di Lunano e Pieve di Cagna. Eppure, non è bastato il tempo agli organizzatori di pubblicare le cartine di gara che già si sono levate le consuete, prevedibili polemiche.

Questa volta a insorgere sono alcuni abitanti di Pieve di Cagna, frazione che torna sul percorso originale, quello che aveva contraddistinto l’attuale quarto round in diverse edizioni passate, dopo alcune variazioni degli anni più recenti.

“Fate il Rally di San Marino su altre strade.”

È con questo esposto che alcuni residenti hanno tuonato contro la pubblicazione delle prove speciali, quasi attendessero con trepidazione quel momento per poter protestare.
La pubblicazione era avvenuta appena la giornata precedente, e già nelle ore successive la reazione non si è fatta attendere.
I cittadini contestano la scelta di includere “la loro” strada all’interno del tracciato, ritenendola una fonte di pericolo, in particolare per alcuni abitanti ultraottantenni, e lamentano l’obbligo di rimanere bloccati per l’intera durata delle giornate di gara, nonché la presunta effettuazione di prove non autorizzate da parte degli equipaggi.

Il proclama si chiude con toni ultimativi:

«Faremo di tutto, finanche l’impossibile, perché il rally non venga a mettere a rischio la nostra incolumità.»

Una dichiarazione recapitata direttamente alla scrivania del questore Francesca Montereali, che dovrà ora farsi carico della questione e mediare tra le istanze dei residenti e le esigenze organizzative dell’evento.

«Siamo disponibili a incontrarla»

alcuni degli abitanti firmatari.

«Già nel 2007, l’ultima volta in cui fu ventilato il passaggio nella nostra strada, il questore di allora, Pansini, fu determinante nel bloccarlo. Abbiamo già comunicato al sindaco, che ha concesso il proprio benestare alla manifestazione, che la situazione è estremamente pericolosa per chi, come noi, abita a pochi metri dalla carreggiata e semplicemente esce di casa; ma anche per chi deve spostarsi in automobile. Le vetture non dovrebbero effettuare ricognizioni, eppure nei fatti accade: le abbiamo già sentite, i motori sono inconfondibili. E in giornata di gara il rischio si moltiplica ulteriormente, a causa delle velocità in gioco. Siamo disposti a tutto: fermate il Rally.»

C’è poco da aggiungere alle parole dei residenti, se non rilevare come esse tradiscano meno una genuina preoccupazione per la sicurezza pubblica che una malcelata volontà di non essere disturbati nelle proprie abitudini.

Il copione, d’altronde, è quello di sempre: un gruppo di residenti decide di alzare le barricate, minacciando di ostacolare lo svolgimento della manifestazione.
La ragione? La chiusura temporanea della viabilità nei giorni di gara, che ammonta in realtà a non più di dodici ore complessive, considerando i tempi di apertura e chiusura delle strade, e la tesi, tutta da dimostrare, di presunte ricognizioni abusive da parte degli equipaggi.
Una tesi, è bene ricordarlo, formulata a meno di ventiquattr’ore dalla pubblicazione delle cartine.La strada in questione, peraltro, sarà utilizzata esclusivamente nella giornata del 20 giugno.

«I motori sono inconfondibili, la velocità aumenta il rischio, fermate il Rally»

Così recita il ritornello.

Ma parliamoci con franchezza, da appassionati e addetti ai lavori: la leggenda dei piloti che “fanno i matti” di nascosto sulle strade sterrate alla vigilia della gara è un disco consumato che ha esaurito da tempo la propria credibilità.
I team e i piloti professionisti impegnati al San Marino conoscono perfettamente le sanzioni, anche di carattere sportivo, cui si esporrebbero con ricognizioni non autorizzate.
Ai comitati del “No a tutto”, tuttavia, fa sempre comodo dipingere il motorsport come un branco di fuorilegge pronti a devastare la quiete pubblica.

Quello che questi cittadini sembrano dimenticare, o scelgono deliberatamente di ignorare, è l’indotto, la visibilità e il prestigio che un evento internazionale come il San Marino Rally è in grado di generare per l’intero territorio, Marche comprese.
Pretendere di bloccare una macchina organizzativa complessa, che deve rispettare precisi standard di sicurezza imposti dal CIRT e che genera un significativo movimento economico nell’area, basti pensare ai costi di ripristino della viabilità, solo perché per un sabato su cinquantadue, presenti in un anno, bisogna modificare leggermente le proprie abitudini o sopportare il rombo di un motore da corsa, è l’ennesima dimostrazione di quell’egoismo provinciale che danneggia lo sport nel profondo.

Il Rally di San Marino è uno dei pochi eventi rimasti sul fondo sterrato a incarnare un patrimonio collettivo fatto di passione, polvere e sbandate. C’è chi lavora mesi per offrire uno spettacolo unico, garantendo al contempo la massima sicurezza; e c’è chi, per qualche ora di un sabato in cui è chiamato a tollerare un disagio temporaneo e parziale, preferisce imbracciare lo stendardo della protesta.

Non stupiamoci, allora, se l’ambiente si impoverisce di anno in anno, scivolando verso una piattezza e un nichilismo che rischiano di diventare irreversibili.

 

Photocredit: Gianmarco Gabrielli
Mostra commentiChiudi commenti

Lascia un commento

Rallyssimo.it – TESTATA GIORNALISTICA
Iscrizione autorizzata al Registro Stampa del
Tribunale di Rimini N° 6 del 19/11/2019

Iscriviti alla Newsletter

RALLYSSIMO © 2022 – The SpaceWeb Agency The Space